Morgan
Morgan ospite di Muschio Selvaggio (still, 2023)

Morgan a tutto campo per il podcast “Muschio selvaggio”

Aneddoti, storie e confessioni del cantautore alla 127esima puntata dello show di Fedez

Ospite di Muschio Selvaggio, Fedez e Davide Marra hanno lasciato Morgan campo libero di raccontare e raccontarsi facendo della 127esima puntata del podcast una delle più memorabili. Come un fiume in piena Marco Castoldi ha ripercorso la propria vita tra numerosi aneddoti privati e musicali, auto-mitologia e eccessi.

È chiaro che il cantante stia vivendo per sua stessa ammissione “un periodo di rinascita” e che proprio per questo stia cercando un riscatto anche dal punto di vista discografico. “Voglio essere messo alla prova”, ha ribadito nelle battute finali, facendo eco a quanto affermato di recente all’indomani della conferma come giudice di X Factor (“sono stato privato della pubblicazione discografica” con riferimento alla famigerata intervista su Max del 2010). Ma è soprattutto il Morgan biografo (e agiografo) di se stesso quello che emerge dallo scambio.

Parla del padre morto suicida quando aveva 15 anni (“Era un infelice cronico. Faceva ciò che non voleva fare nella vita. Non l’ho mai conosciuto felice anche se ogni tanto proiettava dei filmini degli anni ’60 dove effettivamente lo era”), degli effetti su di lui del suo gesto estremo (“la sua morte è paragonabile alla morte di un’istituzione. Colui che ti aveva insegnato a fare tutto abdica, come Ratzinger. Tutto implode. Si formano dei grandi punti interrogativi…”), della madre insegnante andata in pensione dopo 18 anni di servizio a 35 (“dipingeva, suonava il piano, faceva di tutto. Una persona problematica”).

Sottolinea il fatto di “non essere un figlio d’arte”, specificando che la famiglia era contenta della sua creatività (“Stavo tranquillo solo quando ascoltavo musica… …in casa, io e madre suonavamo il pianoforte”).

Racconta (e romanza) del primo spettacolo a 6 anni (fuori dalla chiesa su un muretto improvvisando canzoni di Elvis facendosi pagare in monetine), della nevicata dell’85 in cui ha costretto tutti quelli che gli stavano attorno a suonare (per lui) in una band (“Da allora è stato sempre così, costringevo la gente a far parte del gruppo, finché non sono diventato io il gruppo”).

Ma anche di quando a 15 anni si è trovato costretto a mantenere madre e sorella dopo la morte del padre (“montavo la mia tastiera e facevo pianobar, in mezzo agli adulti che mi adoravano, mi davano la cento la duecento, era una figata. Poi mi è toccato farlo tutti i giorni. Tornavo alle 5 di mattina e alle 7 mi svegliavo. Sono stato bocciato. D’estate facevo le navi, portavo a casa 4, 5 milioni al mese”).

Altri aneddoti riguardano un talk show con Andrea Pezzi e il racconto esteso del “mitologico” party dopo la vittoria agli Mtv Europe Music Awards dei Bluvertigo che tiene banco per una decina di minuti del podcast (“Quella festa fu epica. Ero fuori già da molto prima di salire su quel cazzo di palco …alla fine ho recitato Dante, sbagliando. ‘Fatti non foste per viver come bruti…’ perché già stavo messo male, era tutto il giorno che bevevamo nel backstage con Zucchero, le Spice Girls e i Rem. Bevevamo continuamente”) ma anche di come l’emittente ha tramesso i primi video della band e come è nata la trasmissione Sushi e Sashimi (che annoverava anche Carmelo Bene).

Su altri artisti, Morgan ha poi raccontato di Robbie Williams, sempre all’epoca degli Award di cui sopra (“La madre lo rincorreva perché si faceva ancora… nei bagni, e lei andava a beccarlo”), del primo incontro (che gli è stato raccontato da terzi) con Asia Argento all’Hollywood seguito dopo (“Andiamo e mi dicono. ‘C’è Asia Argento’. Per me era un must. Poi mi fanno ‘limona con Grignani’. Non ricordo nulla di quella serata. Poi ho saputo che neanche Asia si ricordava di avermi visto. Un oblio”).

E di quando, l’indomani, è andato in aeroporto a prendere David Byrne con una Volvo “piena di vomito e piscio” per tornare, la sera, di nuovo all’Hollywood per volere dell’ex Talking Heads rimasto tutto il tempo ad osservare immobile la gente (“Ne è nata una grande amicizia. Quando vado a New York lo chiamo sempre… …qualche anno dopo è tornato in Italia e si è esibito con l’orchestra che gli ho composto io”).

Avvolta nel mito è anche la nascita di Altrove: dopo una furibonda lite con Argento, Morgan racconta di “aver preso la giacca dell’anno scorso” e di essere uscito “a perdersi nel mondo” (“Sono andato dritto lungo via Forlanini verso l’aeroporto di Linate e poi in direzione idroscalo al concerto di David Byrne. E ho scritto ‘ho deciso di perdermi nel mondo…’. Sono arrivato, mi sono goduto il live, mi sono fumato 4 cannoni e sono tornato a casa. Asia non c’era più, era sparita per sempre”). Di seguito l’intervista completa.

Bugo non ha mancato di commentare l’ospitata a Muschio Selvaggio. Ma quella tra i due non è altro che l’ultima puntata di un rinfocolato scambio via social.

 

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