Nelle ultime ore, David Fincher ha prolungato per altri tre anni (fino al 2027) il contratto che lo lega a Netflix e per l’occasione è tornato sulla questione irrisolta della terza stagione di Mindhunter, serie che era stata dichiarata “sospesa” e non “cancellata” dalla stessa piattaforma.
Tuttavia, le notizie non sono buone. Fincher ha provato a spiegare meglio la situazione alludendo al fatto che nel corso delle trattative Netflix avrebbe imposto un drastico taglio del budget che inevitabilmente avrebbe portato a un cambio d’approccio alla serie da parte del regista.
Fincher, reduce dal successo di The Killer, ha rivelato che lui e il suo team le hanno provate tutte per salvare Mindhunter, finché non gli è stato risposto: “non ha senso produrre questa serie, a meno che non si riesca a ridurre il budget o a renderla più pop”. Il regista ha motivato quindi la decisione di rifiutare tale proposta: “Non volevamo cambiare il nostro approccio e quindi, con rispetto, ci hanno detto che stavano tracciando una linea di demarcazione”.
David Fincher says they went as far as they could with ‘MINDHUNTER’ until they were told “it makes no sense to produce this series, unless you can reduce the budget, or make it more pop.”
“We did not want to change our approach so, respectfully, they told us that they were… pic.twitter.com/f12vk3t6QQ
— DiscussingFilm (@DiscussingFilm) January 22, 2024
Il rapporto tra Fincher e Netflix, però, continuerà fino al 2027. In precedenza, lo stesso regista aveva affermato di non biasimare la decisione dello streamer, pensando ai rischi che comporta una serie come Mindhunter. Il cineasta è il primo ad essersi messo nei loro panni: «non li biasimo, si sono già presi dei bei rischi pubblicando le prime due».
Su SA potete leggere la recensione di The Killer, quella di Mank, oltre alla recensione delle due stagioni di Mindhunter.