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Migliori Album 2021. La classifica di The WIRE

Una classifica in parte inaspettata con L’Rain sul podio e i Dry Cleaning all'11° posto. Moor Mother non poteva mancare ma neppure Floating Points e Pharoah Sanders

The Wire, ovvero l’autodefinitosi world’s greatest print (e online) music magazine, ha pubblicato sul numero 455 – già disponibile previo sottoscrizione in digitale – la classifica del meglio dell’anno appena trascorso. E c’è da dire che quando parliamo del popolare magazine specializzato, le scelte editoriali non sono mai scontate. La pubblicazione britannica è nota soprattutto per la varietà dei generi trattati e per l’occhio di riguardo per il sottobosco sperimentale ed elettronico made in UK ed extra occidentale. Un discorso che possiamo allargare anche a The Quietus, riferendoci a una sua alternativa online, sempre britannica.

Lo scorso anno sulle sue pagine non campeggiava Fiona Apple (come da noi e da altre parti) ma il bel disco di Beatrice Dillon, Workaround (qui al 9° posto); quest’anno, a sorpresa, non ci sono i Low (altra scelta troppo ovvia?), che si aggiudicano comunque il quarto posto, ma L’Rain con Fatigue, un mix di art pop organico che fonde elementi di psichedelia hypna, sound collage e soul esaltato anche dai tipi ti Pitchfork. Un buon meritato piazzamento (16° posto) anche per Intimate Immensity dei Tomaga, duo sperimentale composto dal compianto Tom Relleen, (prematuramente scomparso lo scorso 23 agosto) e dalla batterista italiana Valentina Magaletti.

Altra figura ormai fissa da queste parti in quest’ultimo biennio è quella di Moor Mother, che lo scorso anno si piazzava al secondo posto con Circuit City e quest’anno guadagna la medesima posizione con Black Encyclopedia of the Air, un lavoro nato durante i periodi di confinamento causati dalla pandemia e in cui la Nostra si gioca più ruoli (autrice/produttrice/direttrice d’orchestra) avvalendosi di numerose, interessanti collaborazioni. A differenza del precedente, questo è un disco accessibile, caldo, ma pur sempre spietato (anche dalle nostre parti si è piazzato parecchio in alto).

Terzo posto, inaspettatamente ma anche no, è riservato a quel lavoro fuori dal tempo che è Promises accreditato al duo Floating Points / Pharoah Sanders con la collaborazione della London Symphony Orchestra. In top 20 anche The Bug con Fire (che su Quietus sta al primo posto) e i Dry Cleaning con New Long Leg. Probabilmente la testata è la sola ad aver messo un disco juke tra le prime posizioni, nello specifico quello di Jana Rush, Painful Enlightenment.

  1. L’Rain – Fatigue
  2. Moor Mother – Black Encyclopedia of the Air
  3. Floating Points, Pharoah Sanders & The London Symphony Orchestra – Promises
  4. Low – Hey What
  5. Daniel Bachman – Axacan
  6. Apartment House – Number Pieces
  7. Hamid Drake, Elaine Mitchener, William Parker, Orphy Robinson & Pat Thomas – Some Good News
  8. Jana Rush – Painful Enlightenment
  9. Circuit Des Yeux – -io
  10. Phew – New Decade
  11. Dry Cleaning – New Long Leg
  12. Angel Bat Dawid – Hush Harbor Mixtape Vol. 1 Doxology
  13. James Brandon Lewis – Jesup Wagon
  14. Chris Corsano & Bill Orcutt – Made Out Of Sound
  15. Les Filles de Illighadad – At Pioneer Works
  16. Tomaga – Intimate Immensity
  17. Anthony Braxton – 12 Comp (ZIM) 2017
  18. The Bug – Fire
  19. Sons of Kemet – Black To The Future
  20. Maggie Nicols – Creative Contradiction: Poetry, Story, Song & Sound
Tracklist

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