The Wire, ovvero l’autodefinitosi world’s greatest print (e online) music magazine, ha pubblicato sul numero 455 – già disponibile previo sottoscrizione in digitale – la classifica del meglio dell’anno appena trascorso. E c’è da dire che quando parliamo del popolare magazine specializzato, le scelte editoriali non sono mai scontate. La pubblicazione britannica è nota soprattutto per la varietà dei generi trattati e per l’occhio di riguardo per il sottobosco sperimentale ed elettronico made in UK ed extra occidentale. Un discorso che possiamo allargare anche a The Quietus, riferendoci a una sua alternativa online, sempre britannica.
Lo scorso anno sulle sue pagine non campeggiava Fiona Apple (come da noi e da altre parti) ma il bel disco di Beatrice Dillon, Workaround (qui al 9° posto); quest’anno, a sorpresa, non ci sono i Low (altra scelta troppo ovvia?), che si aggiudicano comunque il quarto posto, ma L’Rain con Fatigue, un mix di art pop organico che fonde elementi di psichedelia hypna, sound collage e soul esaltato anche dai tipi ti Pitchfork. Un buon meritato piazzamento (16° posto) anche per Intimate Immensity dei Tomaga, duo sperimentale composto dal compianto Tom Relleen, (prematuramente scomparso lo scorso 23 agosto) e dalla batterista italiana Valentina Magaletti.
Altra figura ormai fissa da queste parti in quest’ultimo biennio è quella di Moor Mother, che lo scorso anno si piazzava al secondo posto con Circuit City e quest’anno guadagna la medesima posizione con Black Encyclopedia of the Air, un lavoro nato durante i periodi di confinamento causati dalla pandemia e in cui la Nostra si gioca più ruoli (autrice/produttrice/direttrice d’orchestra) avvalendosi di numerose, interessanti collaborazioni. A differenza del precedente, questo è un disco accessibile, caldo, ma pur sempre spietato (anche dalle nostre parti si è piazzato parecchio in alto).
Terzo posto, inaspettatamente ma anche no, è riservato a quel lavoro fuori dal tempo che è Promises accreditato al duo Floating Points / Pharoah Sanders con la collaborazione della London Symphony Orchestra. In top 20 anche The Bug con Fire (che su Quietus sta al primo posto) e i Dry Cleaning con New Long Leg. Probabilmente la testata è la sola ad aver messo un disco juke tra le prime posizioni, nello specifico quello di Jana Rush, Painful Enlightenment.
- L’Rain – Fatigue
- Moor Mother – Black Encyclopedia of the Air
- Floating Points, Pharoah Sanders & The London Symphony Orchestra – Promises
- Low – Hey What
- Daniel Bachman – Axacan
- Apartment House – Number Pieces
- Hamid Drake, Elaine Mitchener, William Parker, Orphy Robinson & Pat Thomas – Some Good News
- Jana Rush – Painful Enlightenment
- Circuit Des Yeux – -io
- Phew – New Decade
- Dry Cleaning – New Long Leg
- Angel Bat Dawid – Hush Harbor Mixtape Vol. 1 Doxology
- James Brandon Lewis – Jesup Wagon
- Chris Corsano & Bill Orcutt – Made Out Of Sound
- Les Filles de Illighadad – At Pioneer Works
- Tomaga – Intimate Immensity
- Anthony Braxton – 12 Comp (ZIM) 2017
- The Bug – Fire
- Sons of Kemet – Black To The Future
- Maggie Nicols – Creative Contradiction: Poetry, Story, Song & Sound