Album

Circuit City

25 Settembre 2020 freejazz experimental

Circuit City è il nuovo lavoro della poeta e musicista sperimentale Moor Mother, uscito il 25 settembre 2020 sull’etichetta Don Giovanni e che arriva a un anno dall’acclamato Analog Fluids of Sonic Black Holes.

Il disco, che conferma Moor Mother come una delle voci più interessanti del nostro presente, è una nuova esplorazione dei temi cari all’artista statunitense (dall’oppressione razziale, alla brutalità della polizia) suddivisa in quattro atti recitati tra free jazz e afrofuturismi; sostenuta dagli Irreversible Entanglements, band della quale Camae Ayewa fa parte, oltre che dall’elettronica di Ada Adhiyatma e Steve Montenegro, Moor Mother compie una sorta di messa in scena teatrale che indaga il confine tra pubblico e privato, ambientata nell’ipotetico soggiorno di un complesso di appartamenti aziendali. Circuit City è dunque, prima di ogni altra cosa, una denuncia delle enormi difficoltà che vivono le tantissime persone che dovunque (in questo caso a Philadelphia) subiscono sfratti e discriminazione.

Il ventaglio di rimandi delle quattro, lunghe, suite è sempre molto ampio e variegato: si va appunto da un parossismo jazz che richiama il sacro nome di Sun Ra e i suoi discepoli (con tutto il portato di echi afro, jazz, cosmici) alla spoken poetry di una Kate Tempest (dalle vesti molto diverse, ovviamente) o soprattutto di Matana Roberts, vero punto di riferimento del discorso portato avanti da Ayewa, in questo disco forse ancor più che nei precedenti.

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Discografia
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  • 1 Act 1 - Working Machine
  • 2 Act 2 - Circuit Break
  • 3 Act 3 - Time Of No Time (feat. Elon Battle)
  • 4 Act 4 - No More Wires
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