Come affermavamo due anni fa e lo scorso anno, la classifica del sito indipendente britannico Quietus è la lista da tenere sotto stretta osservazione per riprendere album che ci siamo lasciati indietro e, soprattutto, per conoscere lavori di cui non abbiamo mai sentito parlare prima.
La pagina dedicata alla chart è aperta, come al solito, da un personale editoriale di uno dei due boss, John Doran, questa volta rivolto proprio agli affezionati lettori della rivista. Nel testo si difende ancora una volta l’indipendenza della testata, viene rivendicata l’importanza culturale che realtà come questa portano avanti attraverso la discussione e la promozione di musica senza alcuna pressione dettata da interessi commerciali. Retorico direte, ma è una premessa necessaria a una dichiarazione piuttosto spiazzante: quando i ragazzi hanno fondato Quietus nel 2008 il web pullulava di concorrenti, rivali e siti del settore ben affermati; oggi, dicono, a portare avanti una truly independent digital voice supporting the international counterculture sono praticamente rimasti soli, a questo livello s’intende. Un fatto che fa necessariamente riflettere.
Venendo alla chart, se al primo posto lo scorso anno c’era Dances / Curses dei veterani psych Hey Colossus, quest’anno in top 100 troviamo The Bug. Fire, pubblicato lo scorso agosto via Ninja Tune, è senz’altro una bella botta. Come scrive da queste parti Mauro Bonomo, questo è il disco in cui Kevin Martin ha lasciato che le cose prendessero la piega più istintuale possibile, con risultati davvero potenti se ascoltati con le cuffie o lo stereo adatti. Da noi non sarà certo il disco dell’anno, ma senz’altro va detto che più catartico e disturbante di così il Nostro non potrebbe essere. Il che è tutto dire, visto trent’anni di musiche dal peso specifico pari all’Osmio.
A proposito, castigare i Low di Hey What mettendoli al 98° posto suona un po’ come una bestemmia, e questo non è sicuramente l’unico posizionamento di Doran e Co a urlar vendetta. Vedi l’81° posto assegnato agli Squid di Bright Green Field. Corretto invece, a nostro avviso, il piazzamento di Dry Cleaning. Un 41° posto per New Long Leg ci sta. Non è un disco incredibile come abbiamo letto da più parti, ma dignitoso, quello sì. Abbiamo poi uno Shackleton un po’ bassino. Departing Like Rivers è un signor disco che dalle nostre parti sta prendendo più attenzione. E poi che dire di Pool di Skee Mask al 37°? Valido sì, ma non sarà un po’ sopravvalutato il suo operato, considerando l’invariato perimetro d’azione e ispirazione tra IDM, breakbeat, drum’n’bass, techno e ambient?
Gli Space Afrika di Honest Labour, che probabilmente saranno sul nostro podio, qui stanno al 35° posto. A nostro avviso quel disco è quello di Aya, im hole, che loro piazzano al 2°, sono due facce della stessa torbida medaglia. Due dischi sospesi eppure vertiginosi, che richiedono attenzione, resistenza, ma che ripagano ampiamente.
Critichiamo pure il terzo posto a Black Metal 2 del jolly Dean Blunt. Ci sta un posizionamento nella top 30, decisamente troppo alto il 3° per questo che Giuseppe Zevolli ha definito un particolare ibrido di nebulosa elettronica e indie-folk confessionale. Sono critiche a lato di una classifica senz’altro interessante, da consultare più per l’insieme dei 100 dischi che per le singole posizioni.
Di seguito le prime 20 posizioni, mentre per il dettaglio completo c’è la pagina sul sito a cui vi rimandiamo. La nostra di classifica, invece, che circa il 15 del mese sarà definitiva, la trovate, a sua volta, in un post dedicato.
- The Bug – Fire
- aya – im hole
- Dean Blunt – Black Metal 2
- The Weather Station – Ignorance
- William Doyle – Great Spans Of Muddy Time
- Loraine James – Reflection
- Richard Dawson & Circle – Henki
- Scotch Rolex – Tewari
- Sleaford Mods – Spare Ribs
- Gazelle Twin & NYX – Deep England
- Tanz Mein Herz – Quattro
- Liars – The Apple Drop
- Divide And Dissolve – Gas Lit
- The Armed – ULTRAPOP
- L’Rain – Fatigue
- Tomaga – Intimate Immensity
- Tirzah – Colourgrade
- Arab Strap – As Days Get Dark
- Rắn Cạp Đuôi – Ngủ Ngày Ngay Ngày Tận Thế
- black midi – Cavalcade