Album
Hey What
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Massimo Onza
- 22 Giugno 2021
Hey What è il tredicesimo album dei Low in arrivo il 10 settembre 2021 via Sub Pop, a tre anni da Double Negative. Per il lavoro Alan Sparhawk e Mimi Parker si sono affidati ancora una volta al produttore BJ Burton, già dietro al mixer per il succitato Double Negative del 2018 che per Ones and Sixes del 2015, mentre non compare il bassista Steve Garrington, che aveva iniziato a suonare con la band a partire da C’mon (2011). La minimale copertina, che evoca modelli di interferenza, è stata disegnata dall’artista multidisciplinare britannico Peter Liversidge.
Ad anticiparlo, il singolo Days Like These, nel quale è forte il tocco di Burton dietro al mixer. Un brano che incalza con un gospel dai margini slabbrati, per poi sprofondare tra folk ipercompresso, pulsazioni sospese e aperture elettroniche fortemente liriche (accompagnato dal minimalista video in bianco e nero diretto da Karlos Rena Ayala).
A questo sono seguiti il mix di melodie celestiali e tensioni post-industriali veicolato da chitarre in reverse dal forte impatto ritmico di Disappearing (con tanto di splendido video del compositore e performance artist Dorian Wood) e le straziate reiterazioni chitarristiche dal sapore elettronico di More, traslate da Julie Casper Roth in un video allegorico che – come recita la nota stampa – «esplora il compito di Sisifo di smantellare l’oppressione strutturale dei pregiudizi di genere». Ascolto e clip in calce nelle sezioni Streaming e Spotify.
Lo scorso aprile la band di Duluth, che tornerà in Italia nel 2022, aveva condiviso per lo streaming la sua versione del brano Knockin’ on Heaven’s Door, presente in Revisited, compilation di cover dedicata al “compaesano” Bob Dylan allegata a uno speciale numero della rivista Uncut.
Hey What è disponibile nei formati CD/LP/CS/DSP via Sub Pop. I preordini di LP da selezionati rivenditori riceveranno anche la Loser Edition limitata su vinile trasparente (fino ad esaurimento scorte).
Su SA trovate, tra le altre, la recensione del sopracitato Double Negative a firma Tommaso Iannini, che è anche l’autore dell’intervista che la formazione ci ha concesso attorno alla sua data di pubblicazione.
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