Michael Stipe
Michael Stipe, still da “Song Exploder” (2020)

Michael Stipe su una possibile reunion dei R.E.M, i Velvet Underground e Lou Reed

Ascoltare le parole di Michael Stipe è sempre un piacere e un onore

Intervistato dalla radio statunitense WNYC per parlare del suo contributo all’album tributo dedicato al debut dei Velvet Underground, Michael Stipe è tornato a ribadire che una reunion dei R.E.M. è fuori questione. Il frontman ha posto il problema in modo molto semplice: le reunion accadono spesso per ragioni economiche, farle per quel motivo sarebbe di cattivo gusto, ciò che è stato fatto è stato fatto e ciascun componente del gruppo era ed è felice, orgoglioso e in pace con quanto svolto negli anni di attività della band. Separarsi di comune accordo, da grandi amici, è stata la scelta migliore.

La chiacchierata ha dato modo al cantante di ripercorrere alcune tappe della sua vita a partire dal momento in cui si è riconosciuto per la prima volta in una comunità musicale e dall’importanza che ha avuto la radio nella sua formazione e nei suoi gusti.

Mi sono appassionato alla musica attraverso la radio. Ero un teenager e vivevo nel Texas. Ai tempi della high school mi trovavo nella periferia a Est di St. Louis in una piccola città chiamata Collinsville. Un giorno mi avevano messo in punizione, e mi son ritrovato a leggere un numero di Creem lasciato in un cassetto sotto la scrivania. C’era quest’articolo di Robinson sul CBGB e la nascente scena punk rock. Era il 1975 e avevo 15 anni. C’era pure una foto di Patti Smith all’interno. Pensai finalmente di aver trovato qualcuno in cui riconoscermi. L’anno dopo, quando Patti uscì con il suo album di debutto, ero praticamente un punk rocker non dichiarato [ride ndSA] Si faceva un gran parlare di ciò che maggiormente avesse influenzato lei e gli altri musicisti della scena. Al top delle loro liste spuntava sempre e solo un nome: The Velvet Underground
Michael Stipe

Per quanto riguarda la sopracitata raccolta, intitolata I’ll Be Your Mirror e supervisionata dal compianto Hal Willner, la speaker Alison Stewart ha introdotto Stipe facendo innanzitutto ascoltare, in anteprima, la sua versione di Sunday Morning. In seguito, ripercorrendo a ritroso la storia delle cover velvetiane eseguite dal frontman, viene citata la compilation Dead Letter Office in cui compare Pale Blue Eyes, cover ripresa dall’omonimo album del 1969 della band. E questo dà la scusa a entrambi per ricordare il giorno in cui il cantante ha incontrato Lou Reed in carne ed ossa.

Ho incontrato Reed in Belgio. Era il 1985 e non me la passavo bene. Il giorno in cui lo incontrai coincise con la fine di quel lungo periodo di depressione. Era noto per essere un tipo super scontroso, al tempo in cui lo vedevo e vivevamo nello stesso quartiere a New York, ma con me è stato squisito. Mi ha abbracciato da non lasciarmi andare, era entusiasta di parlarmi dei suoi cani… Mi ricordo anche un giorno particolare quando l’ho incontrato di nuovo a Soho, in un tapas bar chiamato “Igne”. Ero lì con Laurie Anderson, una sua grande amica, Sophie Calle, il mio migliore amico Tom e Patti Smith. Venivamo da una mostra concettuale di Mark Mothersbaugh. Mi ricordo di Lou e Tom che si lanciarono in questa lunga discussione sul cinema sperimentale degli anni ’70, ne sapevano veramente a pacchi. Ne rimasi incantato. Come pure geniali erano le conversazioni che Lou e il suo migliore amico Hal Willner registravano e mettevano online. Erano persone che amavano la vita e tutto ciò che poteva loro offrigli.
Michael Stipe

Sempre all’interno dell’intervista si è parlato di un papabile album solista del cantante, che in questo periodo è in studio di registrazione. Stipe si interroga pure su «cosa sia un album nel 2021» e mette in chiaro che non «vuole competere con il pop market», ovvero vuole fare le cose quando e come vuole. Di sicuro ama pubblicare i brani una volta chiusi, proprio come ha fatto negli ultimi due anni, e donare il ricavato in beneficenza.

Di seguito lo streaming dell’intervista e il dettaglio sull’album tributo I’ll Be Your Mirror.

Tracklist
  • 1 Sunday Morning – Michael Stipe
  • 2 I’m Waiting For The Man – Matt Berninger
  • 3 Femme Fatale – Sharon Van Etten (w/ Angel Olsen on backing vocals)
  • 4 Venus In Furs – Andrew Bird & Lucius
  • 5 Run Run Run – Kurt Vile & The Violators
  • 6 All Tomorrow’s Parties – St. Vincent & Thomas Bartlett
  • 7 Heroin – Thurston Moore feat. Bobby Gillespie
  • 8 There She Goes Again – King Princess
  • 9 I’ll Be Your Mirror – Courtney Barnett
  • 10 The Black Angel’s Death Song – Fontaines D.C.
  • 11 European Son – Iggy Pop & Matt Sweeney
Velvet
AAVV
I'll Be Your Mirror. A tribute to the Velvet Underground

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