L'attore americano Michael J. Fox (still da YouTube)

Michael J. Fox: “Avevo perso l’ottimismo, ma adesso amo la vita”

Michael J. Fox racconta il «momento più buio» della sua esistenza.

In un’intervista concessa a People, l’attore Michael J. Fox ha parlato di ottimismo in relazione al suo nuovo libro di imminente uscita, No Time Like the Future: An optimist considers mortality, atteso per il 17 novembre. E a tal proposito ha raccontato un episodio molto brutto vissuto due anni fa, un momento della sua vita descritto come «il più buio in assoluto», iniziato con la scoperta di avere un tumore alla spina dorsale.

Il protagonista di Ritorno al futuro, che – ricordiamolo – nel 1998 rivelò pubblicamente di avere il morbo di Parkinson, ha iniziato il suo racconto partendo dai terribili dolori in tutto il corpo che la malattia gli causava: «Sarei andato dritto verso la paralisi se non mi fossi operato». L’operazione aveva un alto coefficiente di rischio, il tumore stava «stritolando la colonna vertebrale, e nel cercare di rimuoverlo bisognava fare attenzione a non provocare ulteriori danni». L’intervento ha avuto successo e l’artista, che l’anno prossimo compirà 60 anni, ha così iniziato un percorso di riabilitazione per il quale ha dovuto imparare di nuovo a camminare. Finiti i problemi? Macché.

Una volta recuperato, e pensando di essersi ormai lasciato il peggio alle spalle, il comico e doppiatore statunitense si recò a New York per girare un cameo in un film di Spike Lee, ma la mattina delle riprese cadde per terra in casa e si ruppe un braccio.

Quello è stato sicuramente il momento più buio della mia vita. Ero a pezzi. Me ne stavo appoggiato al muro della cucina in attesa dell’ambulanza pensando che quello fosse il momento più terribile della mia vita. Misi tutto in dubbio. Non c’era niente da ridere, non c’era un lato positivo in tutto questo, era solo rimpianto e dolore. Il Parkinson, la mia schiena, il mio braccio… non c’è indice di miseria che possa rendere l’idea di ciò che passano certe persone. Ho pensato: “Adesso come potrò dire alla gente di alzare il mento, di pensare positivo, che andrà tutto bene”?

Col tempo Fox ha ripreso il suo consueto piglio e guardando le repliche di vecchi programmi TV mentre era costretto a letto durante la convalescenza ha ritrovato l’ottimismo: «L’ottimismo affonda le radici nella gratitudine, è sostenibile se torni a essere grato. E ciò che ne deriva è l’accettazione. Accettare che questa cosa è successa, accettarla per quello che è. Il che non vuol dire arrendersi a ogni possibilità di cambiare la situazione; non significa che devi accettarla come una punizione o una pena, ma solo guardarla nell’ottica giusta e vedere come il resto della tua vita possa uscirne migliore».

Ora per lui il peggio sembra davvero passato: «Adesso ho un ottimismo da sessantenne – ha spiegato – ciò non vuol dire che prima non ero sincero ma solo che la mia gratitudine è più profonda adesso che mi sono lasciato alle spalle quei momenti. Ora la mia vita è tranquilla e mi sto davvero divertendo. La gente non mi crede, ma io amo la vita. Adoro stare con la mia famiglia. Adoro non fare più un sacco di cose inutili che facevo prima, perché non ho né il tempo né le energie. Sono grato di essermi lasciato alle spalle questa prova al tramonto dei cinquant’anni, perché immagino che questa merda non mi perseguiterà più nei settanta o negli ottanta».

Lo scorso maggio, Michael J. Fox è stato protagonista di una bella rimpatriata in videocall con tutti gli attori della saga di Ritorno al futuro. Tra gli altri film di successo da lui interpretati negli anni ’80 ricordiamo anche Voglia di vincere, Il segreto del mio successo e Vittime di guerra. Ma la sua fama si deve anche alla serie TV Casa Keaton.

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