Il pubblico al conerto di Salmo al Pala Alpitour di Torino
Il pubblico di Salmo al Pala Alpitour di Torino, foto di Alessandro Bosio (2023)

Meglio i concerti del sesso: lo conferma uno studio

Secondo il report globale di Live Nation, i giovani preferiscono i concerti al sesso: la musica live è un’esperienza di coinvolgimento sociale di cui sentiamo profondamente bisogno nell'era del digitale

Entra oggi in vigore in Italia la legge che impone la verifica dell’età per accedere ai siti per adulti. Ma forse per molti giovani non sarà un dramma: secondo un nuovo studio, il piacere più alto a cui aspirano non è il sesso, ma assistere dal vivo ai concerti.

Lo studio che lo conferma

A rivelarlo è il nuovo report Living for Live di Live Nation, il colosso internazionale dell’intrattenimento dal vivo, condotto su un campione di 40.000 persone in 15 paesi tra i 18 e 54 anni.

I risultati sono abbastanza chiari: la musica dal vivo è in piena ascesa, e nell’era dell’iperconnesione il concerto è il luogo per eccellenza in cui ci si può sentire presenti, parte di qualcosa. I concerti si sono trasformati nel tempo in un rifugio emotivo dall’era attuale, e se vogliamo, un antidoto al digitale.

La musica anche nei momenti intimi

Se la musica dal vivo conquista i giovani, non stupisce che accompagni anche i momenti più privati. Uno studio di ZipHealth pubblicato lo scorso anno aveva rivelato come ascoltare musica durante l’atto sessuale riduca lo stress ed aumenti la durata dei rapporti. Tra gli artisti scelti dal pubblico ci sono soprattutto The Weeknd e i Deftones, confermando come la musica resti un potente strumento di coinvolgimento emotivo.

L’esperienza del live è soprattutto sensoriale

Alla domanda diretta su cosa preferissero tra una notte di passione o vedere il proprio artista preferito dal vivo, il 70% delle persone intervistate ha scelto il concerto. La motivazione è proprio la ricerca di momenti che “facciano sentire vivi”: per l’84% dei fan, le esperienze live offrono sensazioni di vitalità difficilmente eguagliabili da qualsiasi altro tipo di intrattenimento.

Il risultato della ricerca sarebbe infatti collegato a quella che Live Nation definisce sensation deprivation: cioè la mancanza di stimoli tattili, emotivi, reali che stanno accentuando lo streaming e la vita digitale. Ecco perché i concerti diventano riti collettivi, esperienze fisiche di gran lunga preferibili e appaganti del semplice possesso materiale.

Non a caso, una buona fetta degli intervistati ha dichiarato che, se potesse scegliere per tutta la vita una sola forma di intrattenimento, opterebbe per la musica dal vivo, che supera cinema e sport.

L’impatto economico

Ma oltre all’impatto emotivo, la musica live ha un peso anche economico: spesso si è costretti a viaggiare per assistere ad uno spettacolo. Solo nel 2024, ad esempio, sono state percorse 40 miliardi di miglia (circa 64 miliardi di km) per raggiungere gli eventi musicali live. Russell Wallach, Global President of Media and Sponsorship di Live Nation, ha commentato così:

La musica dal vivo non sta solo crescendo, ma sta plasmando le economie, influenzando i brand, definendo la cultura in tempo reale. I fan hanno reso la musica dal vivo il cuore pulsante dell’intrattenimento globale

Gli altri studi sull’influenza della musica

Non solo emozioni e piacere: sono numerose le ricerche confermano come la musica influisca anche su chi l’ascolta. Ad esempio, uno condotto dall’Università di Cambridge e Stanford ha rivelato che i fan di alcune band presentano tratti caratteriali distinti: i seguaci degli Smiths tenderebbero ad essere più nevrotici, mentre quelli di Björk e Tom Waits mostrerebbero maggiore apertura alle nuove esperienze. Anche l’impatto ambientale dello streaming musicale sarebbe stato oggetto di analisi, con studi come quello di Uswitch che calcolano le emissioni di CO2 legate ai brani più ascoltati su Spotify.

Un investimento in benessere

E gli studi scientifici, come quello dell’Università di Zurigo, confermano ciò che ogni appassionato sa bene: partecipare ad un concerto migliorerebbe il benessere generale, il senso di appartenenza e la stimolazione mentale. Tra l’altro, verrebbe stimolata anche l’amigdala (la regione cerebrale collegata alle emozioni) molto più di quanto sia in grado di farlo la musica registrata, creando così una risposta emotiva e cognitiva più intensa di quanto si possa pensare.

Andare ad un concerto è quindi un investimento sulla salute mentale, oltre che sociale, e favorisce il coinvolgimento emotivo, più di quanto possa fare un letto.

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