Entra nel vivo il Mediximex 2021 che, nella seconda giornata di festival, parte con la musica dal vivo, le mostre e i workshop professionali puntando su una formula ibrida, che prevede incontri sia in presenza che online.
La sezione Sync-Lab presenta lo spazio dedicato alla Narrativa nella musica per videogiochi. È Andrea Federici a condurre i partecipanti nelle tecniche di realizzazione delle soundtrack per giochi elettronici, vere opere che oggi beneficiano di produzioni ad alto budget ed elevata professionalizzazione. Marco Valente è invece al timone dell’incontro incentrato sul mondo della discografia, un vero e proprio dibattito con i partecipanti, dove il produttore ha sezionato i singoli elementi che compongono il settore discografico spiegandone dettagliatamente i rispettivi ruoli. Accanto agli speciali sulla fotografia, curati da Fabrizio Pastore e Giovanni Canitano, c’è stato grande interesse per il talk Raccontare i brand attraverso la musica, curato dalla sound designer Chiara Luzzana, che ha spiegato come partire dai singoli suoni di ogni giorno per arrivare a comporre musica per la pubblicità in maniera interattiva e originale.
Fra gli incontri vanno ricordati anche quello sull’ingegneria del suono con Marc Urselli, quello sulla comunicazione e promozione con Cristiano Maggi, a cui è seguito il musicarium base sui producer curato dal salentino Populous. Ospite d’eccezione – sebbene in collegamento web – è stato Joe Talbot degli Idles, che è intervenuto in occasione della proiezione di Don’t Go Gentle: A film about Idles. Il film di Mark Arche è un percorso fra i 10 anni di attività della band di Bristol, che oggi ha ottenuto enorme attenzione a livello internazionale e con l’album Ultra Mono si è imposto fra le proposte rock di maggior appeal live.
Seconda giornata anche per Medimex Book Stories con l’incontro curato da Corrado Minervini su Shock antistatico. Il post-punk italiano 1979-1985, il volume di Stefano Gilardino che racconta l’epopea di una generazione assolutamente sonica. Inaugurata anche la bellissima mostra di Kevin Cummins dal titolo Joy Division and Beyond, che comprende oltre 50 fotografie sulla straordinaria avventura dei Joy Division e la storia musicale e culturale della città di Manchester. Gli scatti ritraggono band del calibro di New Order, Smiths, Stone Roses, Happy Mondays e Oasis, ma sono proprio le immagini di paesaggio urbano che riescono a cristallizzare è la storia della rinascita, partita dal basso, di un’intera comunità.
Dal pomeriggio fino a mezzanotte è stata poi la volta degli showcase dedicati alle produzioni regionali, performance dal vivo realizzate sul palco dello SpazioPorto di Taranto. La prima giornata è stata riservata a rock, pop e indie, con il suono di chitarre a fare da protagonista assieme all’approccio multidisciplinare degli artisti. Ad esibirsi sono stati Larocca, Gaia Gentile, Marmo, Chromophobia, Underworld Vampires, Erika Mou, Carolina Bubbico, Muriki, Stain e Ninfea. Gli showcase tornano nelle due successive giornate di festival rispettivamente con la musica world e quella jazz // contributi di Serena Nuzzaco







