Massive Attack
Massive Attack sul set di Unfinished Simpathy (1991)

I Massive Attack, la Brexit e i Portishead in un’intervista ritrovata

Una chiacchierata di oltre un'ora in cui Daddy G e Robert "3D" Del Naja si raccontano tra battute, risate e leggerezza

Siamo nell’estate del 1994 e i Massive Attack stanno per dare alle stampe Protection, secondo disco dopo il (sarà) classico esordio Blue Lines. Protection, da par suo, diventerà l’ultima istantanea che raffigurerà la formazione degli esordi impegnata a rifinire e ripulire il modello sonoro da lei concepito.

Proprio a quel momento di passaggio, in cui poco o nulla si poteva immaginare del futuro di un progetto tra i più iconici e influenti degli anni ’90, risale un’intervista ritrovata e adesso disponibile in podcast. A riesumarla, insieme ad altre prese da un borsone pieno di vecchi nastri, è stato Giorgio Valletta, giornalista e dj torinese, che le racconta e fa riascoltare nella serie Forgotten Tapes, prodotta da Radio Raheem.

In una chiacchierata di oltre un’ora, registrata negli studi londinesi della Virgin, Daddy G e Robert 3D Del Naja si raccontano tra battute, risate e leggerezza, dalle quali emergono dietro le quinte e curiosità. Tra le altre cose scopriamo cosa pensavano dei Portishead, in rampa di lancio con Dummy (sarebbe uscito di lì a poche settimane):

Stiamo parlando di una storia lunga 10, 12 anni, abbiamo un bagaglio molto maggiore, i Portishead sono un gruppo molto più recente… E se distinguo fra radici e germogli non è perché mi sento superiore, perché ogni radice finisce in un germoglio. Quindi non voglio dire che non provengano dal nostro stesso terreno, ma che non appartengono a un ramo già così sviluppato, sono comparsi in un altro punto, capisci? Questa non è una cosa negativa per la musica, credo che la loro musica sia molto interessante, ma tutti dicono che siamo stati un’influenza per loro e io questa cosa non la vedo molto. Forse una parte del loro approccio è simile al nostro, ma a livello generale credo che Massive Attack e Portishead siano molto diversi fra loro, non solo per come suonano gli album, ma proprio nel modo nel quale intendono la propria posizione nel music business e per come si vedono oggi.
Daddy G

Una risposta sì, diplomatica, ma che testimonia tanto un rispetto artistico, quanto la consapevolezza di una lontananza stilistica che troppo spesso verrà dal pubblico e dalla critica un po’ annacquata.

L’intervista è anche l’occasione per difendere un modus operandi che li differenzia(va) da un progetto barrow-centrico: i due Massive Attack sottolineano la loro natura collettiva. Quantomeno ironico, se pensiamo alla deriva che da Mezzanine in avanti vede Del Naja egemonizzare il progetto – come racconta Tony D’Onghia proprio nella recensione Classic di Protection.

Nel disco, per esempio, fa capolino anche Tracey Thorne:

Tracey ha un approccio più ampio, è come se girasse intorno alle cose, senza buttarsi a capofitto sul punto della questione […] su Blue Lines ci sono molti “vecchi riferimenti da DJ”, mentre su quest’album inizialmente eravamo ciascuno per conto proprio e abbiamo cominciato a scrivere, poi ci siamo trovati e abbiamo confrontato le nostre idee e abbiamo cominciato a domandarci, “Ma chi vogliamo far cantare su questo disco?”.
Robert “3D” Del Naja 

Ma c’è spazio anche per parlare di quel “ribelle pigro” di Tricky, ormai in fase di allontanamento dal progetto – ma ancora fondamentale in Protection, si pensi a Karmacoma e Eurochild, di cui i Nostri sottolineano le tematiche.

…parla dell’Europa, e di come si cerchi di uniformare le sue diverse parti, con le loro idee diverse, religioni, credenze e culture… di come si sia cercato di unirle con un mercato, e parla del caos che questa cosa crea, e di tutte le stronzate e le ipocrisie che ne conseguono.
Robert “3D” Del Naja

Significativo osservare come meno di trent’anni dopo questa considerazione abbia tutta l’aria di una profezia avveratasi con la Brexit.

Oltre alla recensione del secondo disco dei Massive Attack, su SA potete scoprire la storia dietro al video della title track – con protagonista Tracey Thorne. Forgotten Tapes, con altre interviste a nomi del calibro di Aphex Twin, Radiohead, PJ Harvey e Blur realizzate prima della consacrazione, è disponibile su Spotify.

Tracklist

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