Marina Abramović
Marina Abramović still dalla presetazoine della mostra "Marina Abramović | Performative" (2022)

Marina Abramović di nuovo in scena con “The Artist Is Present” in sostegno dell’Ucraina

L'artista tornerà a sedersi di fronte a chiunque vorrà partecipare alla riedizione

Anche Marina Abramović contro l’invasione russa. Dopo il video messaggio dei giorni scorsi in cui ha stigmatizzato l’aggressione di Putin all’Ucraina come “un attacco contro l’intera umanità che deve essere fermato”, la settantacinquenne artista serba si spenderà in prima persona per sostenere il popolo ucraino.

Il prossimo 16 aprile, a ben 12 anni dalla prima avvenuta al MoMa, Abramović sarà nuovamente in scena con l’iconica performance The Artist Is Present alla Sean Kelly Gallery di New York. L’artista tornerà a sedersi di fronte a chiunque vorrà partecipare alla performance, che nella prima versione del 2010 durò quasi tre mesi (circa 716 ore).

Oltre 1.500 le persone di tutte le età alternatesi all’epoca sulla sedia di fronte ad Abramović. Tra queste anche il compianto Ulay, a lungo compagno di lavoro e di vita della pioniera dell’arte performativa.

Il progetto si svolgerà all’interno della mostra Marina Abramović | Performative, che chiuderà i battenti proprio il 16 aprile. Fino al 25 marzo, la galleria newyorchese ha messo all’asta tramite la piattaforma Artsy la possibilità di essere fotografati nel corso di The Artist Is Present: A Benefit Auction for Ukraine. Al momento sono disponibili due possibilità: 4.000 dollari per una foto con un solo soggetto oppure 5.000 con entrambi.

La documentazione fotografica verrà curata da Marco Anelli, già autore degli storici scatti del MoMA. Tutti i proventi saranno devoluti a Direct Relief, organizzazione umanitaria che collabora con il Ministero della Salute ucraino e altre associazioni attualmente attive nel Paese. L’obiettivo è fornire assistenza medica, medicinali e supporto ai civili colpiti dalla guerra.

Marina Abramović è stata di recente in Ucraina: risale a ottobre 2021 il completamento del memoriale Crystal Wall of Crying, da lei concepito per il sito di Babyn Yar, nella periferia di Kiev, teatro di cruenti eccidi nazisti in cui furono uccisi migliaia di ebrei (tristemente noti quelli avvenuti tra il 29 e il 30 settembre 1941, in cui persero la vita 33.771 ebrei ucraini).

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