Lydia Lunch da tempo conduce un podcast assieme al musicista e compositore Tim Dahl (Child Abuse, Lydia Lunch Retrovirus, ecc) intitolato The Lydian Spin, che si concentra su scrittori, musicisti, produttori, attori, artisti e narratori in generale che utilizzano metodi particolari per mantenere la sanità mentale mentre fanno ciò per cui sono nati, ovvero creare. Fino ad ora sono stati trasmessi 51 episodi, nei quali, tra i tanti, sono intervenuti Buzz Osborne dei Melvins, Lori Barbero delle Babes In Toyland e JG Thirlwell.
Nella speciale puntata Protest Special di inizio giugno, V.Vale e Marian Wallace della casa editrice RE/SEARCH, Eugene Robinson degli Oxbow, la regista Eva Aridjis e Weasel Walter dei Flying Luttenbachers hanno discusso delle proteste che stavano infuriando negli Stati Uniti dopo l’omicidio di George Floyd. E in quello show la Lunch si era cimentata in un potente spoken word contro la brutalità della polizia, il razzismo e l’amministrazione Trump (per la pessima gestione della pandemia), pronunciando le seguenti frasi: «We do not need another election. We need an insurrection». Del 5 luglio è invece la nuova invettiva, Dump Trump, sempre con oggetto il Presidente degli Stai Uniti. Li potete ascoltare entrambi di seguito.
Lydia Lunch, sempre in modalità spoken word, è inoltre stata assoldata per Wrong Ninna Nanna, album in cui, assieme Bobby Gillespie dei Primal Scream, leggerà i testi dello scrittore e agitatore culturale Franco Bifo Berardi con le musiche di Marco Bertoni dei Confusional Quartet.
Su SA nella pagina dedicata alla leggenda della no wave newyorchese potete leggere alcune recensioni, tra cui quella dell’album Retrovirus del 2013, nonché l’articolo/intervista Retrovirus. Lydia Lunch e i germi della no-wave, entrambi a cura di Stefano Pifferi.