Nel 2023, in una lettera inviata ai fan tramite newsletter, Lorde raccontava attraverso un viaggio rivelatore sotto l’effetto di funghi allucinogeni di star entrando in un nuovo capitolo della sua vita dopo un decennio di “lavori legati all’infanzia”. Una fase di cambiamento profondo, segnato da silenzi pubblici, apparizioni centellinate e segnali criptici, come quel video su TikTok — postato di recente — in cui la si vede camminare a passo lento proprio dentro Washington Square Park.
È in quello stesso parco che, la sera del 22 aprile, Lorde ha deciso di presentare in anteprima What Was That, il suo nuovo singolo. Lo ha fatto alla sua maniera: senza preavvisi ufficiali, salendo su una piattaforma di legno nel centro della fontana spenta, circondata da centinaia di fan accorsi dopo un messaggio diramato nel pomeriggio tramite il suo servizio di messaggistica privata.
Alle 19 in punto, ora locale, l’artista avrebbe dovuto esibirsi. Ma all’ultimo momento l’evento è stato interrotto dai ranger del parco e dalla polizia. Lorde ha allora pubblicato una storia su Instagram per informare il pubblico: “Sono davvero stupita da quanti di voi si sono presentati!!! Ma mi dicono che dovete andarvene… mi dispiace tantissimo”.
Eppure, nessuno si è mosso. Dopo circa un’ora, tra i presenti è comparso Dev Hynes (Blood Orange), che secondo alcune indiscrezioni avrebbe collaborato al nuovo disco. Ha acceso una cassa portatile, da cui ha fatto partire le note di What Was That, accompagnando i fan verso l’uscita dal parco.
Lorde at Washington Square Park playing “What Was That”!!pic.twitter.com/SnH2XOsVSB
— Lorde Updates ⛓️ (@LordeUpdatesBR) April 23, 2025
Lorde è infine comparsa due ore dopo l’orario inizialmente previsto. Ha ringraziato i presenti per la pazienza e l’affetto e ha finalmente eseguito il brano, rivelandone alcuni versi e sì anche questa volta c’è un riferimento a una sostanza stupefacente, la stessa che ha influenzato la stesura di Melodrama:
I’m missing you / And all the things we used to do / MDMA in the back garden, blow our pupils up / We kissed for hours straight but baby, what was that? / I remember saying then / This is the best cigarette of my life / Well I want you just like that
Lorde, What Was That
Un’esibizione intima e scomposta, come un diario letto ad alta voce nel cuore di Manhattan. Un rito di passaggio, forse, per un’artista che continua a decostruire la propria immagine pubblica con mezzi sempre più minimali, ma profondamente personali.