Uscito in Italia lo scorso 30 settembre per i tipi di Blackie, L’arte di essere Bill Murray è il nuovo libro dello scrittore e giornalista Gavin Edwards dedicato al leggendario attore americano.
Un artista amatissimo dal pubblico passato alla storia per la sua elegante e travolgente ironia infusa in ogni singolo personaggio che ha interpretato sul grande schermo: dal cacciatore di fantasmi dell’indimenticabile Ghostbusters (1984) al giornalista televisivo sconvolto dal dover rivivere all’infinito lo stesso giorno in Groundhog Day (1993), passando per l’attore a fine carriera innamorato di Scarlett Johansson in Lost in Translation (2003), e fino al perfetto interprete della magnetica follia delle pellicole di Wes Anderson.

Come riporta il sottotitolo Assurde storie vere sulla gioia, lo zen e l’arte di imbucarsi alle feste, però, il volume racconta aneddoti sulle singolari gesta quotidiane di Murray, presentate dalla casa editrice come «storie zen accadute realmente, seppur senza ciak, che insegnano l’arte della gioia». Tra queste, l’irruzione a una festa anonima per mettersi a suonare i bonghi, l’improvvisazione di una conferenza alla Casa Bianca, mangiare patatine fritte dai pacchetti degli sconosciuti o regalare bottiglie di vino a interi Paesi. Una stramba ed esilarante guida spirituale per vivere al meglio l’esistenza contemporanea.
Ora un libro ricostruisce la vita, le stranezze e il pensiero di questa meravigliosa figura pop dei nostri tempi raccontando la sottile arte di fare quello che ti pare. E soprattutto ci racconta la sua missione: farci diventare persone migliori. Meno pesanti e affannate, più generose e libere. Davanti alle sfide della vita, dovremmo tutti chiederci: «Cosa farebbe Bill Murray?». Tra queste pagine c’è la risposta.
Dalla sinossi del libro
Riguardo alle pellicole che vedono Bill Murray protagonista, sulle nostre pagine potete recuperare la recensione del film Moonrise Kingdom e il trailer italiano di The French Dispatch, il nuovo film di Anderson in uscita il prossimo novembre.