È un periodo di celebrazioni per la memoria di David Bowie. La compianta rockstar, di recente omaggiata anche da Stranger Things nell’episodio finale della serie, avrebbe compiuto 79 anni lo scorso 8 gennaio, data che quest’anno coincide con il decimo anniversario dell’uscita di Blackstar, il suo ultimo album in studio. Il 10 gennaio scorso ricorrevano, inoltre, i dieci anni dalla sua scomparsa.
In questo contesto carico di ricorrenze simboliche si inserisce l’annuncio della Heritage of London Trust, organizzazione benefica con sede a Londra, che ha reso noto di aver acquistato la casa d’infanzia di David Bowie. L’abitazione, situata nel sud della capitale britannica, al numero 4 di Plaistow Grove, a Bromley, sarà oggetto di un intervento di restauro e successivamente resa accessibile al pubblico.
L’obiettivo dichiarato è quello di ricreare fedelmente la disposizione interna della casa così com’era quando il giovane Bowie vi abitò tra gli 8 e i 20 anni, dal 1955 al 1967. Secondo quanto riportato dal Guardian – che pubblica in esclusiva alcuni ritratti dell’artista risalenti a quegli anni – il progetto dovrebbe essere completato entro la fine del 2027 e l’edificio verrà utilizzato come spazio per laboratori creativi e attività formative dedicate ai giovani.
Stanza minuscola, cuore creativo
Cuore simbolico dell’intero intervento sarà la minuscola camera da letto al primo piano, uno spazio di pochi metri quadrati che Bowie considerava il proprio rifugio creativo assoluto. Proprio lì, racconta il Guardian, il futuro Duca Bianco preferiva spesso rinunciare alle uscite con gli amici pur di restare chiuso nella sua stanza a leggere, ascoltare dischi, scrivere e soprattutto pensare. Un luogo appartato e quasi claustrofobico, ma fondamentale per la sua formazione artistica, che lui stesso descriverà come “il mio intero mondo”.
Al progetto di restauro sta collaborando anche Geoffrey Marsh, co-curatore della mostra David Bowie Is al Victoria and Albert Museum, che ha sottolineato il valore formativo e simbolico di quel luogo: «È stato in questa piccola casa, in particolare nella sua minuscola camera da letto, che Bowie è passato dall’essere un normale studente di periferia agli inizi di una straordinaria celebrità internazionale». Marsh ha ricordato anche le parole dello stesso Bowie: «Passavo tanto tempo nella mia camera. Era davvero il mio intero mondo. Avevo lì i miei libri, la mia musica, il mio giradischi. Per uscire dal mio mondo al piano di sopra e arrivare in strada dovevo attraversare questa sorta di “terra di nessuno” che era il soggiorno».
Raccolta fondi
Sulla stessa linea la direttrice della Heritage of London Trust, la dottoressa Nicola Stacey, che ha definito Bowie «un londinese orgoglioso», sottolineando l’importanza di preservare un luogo capace di raccontare le sue origini e di ispirare nuove generazioni.
Il progetto, al quale chiunque può partecipare al finanziamento – è attivo un sito dedicato al proposito – ha già ottenuto una donazione iniziale di 500.000 sterline dalla Jones Day Foundation.