In una recente intervista, Kerry King, chitarrista degli Slayer, è tornato sui suoi più noti cameo fuori dalla band, No Sleep Till Brooklyn dei Beastie Boys e What We’re All About dei Sum 41 rivelandone un amaro retroscena. Se avesse rifiutato i compensi fissi offerti all’epoca per punti di edizione, parole sue, oggi sarebbe un uomo ricco.
Non avrei dovuto ricevere un compenso. Avrei dovuto prendere una percentuale o qualcosa del genere, così ora sarei un uomo ricco
Kerry King
All’epoca, King accettò di suonare un solo per i Beastie Boys senza troppe aspettative. Inizialmente non sapeva esattamente chi fossero Michael “Mike D” Diamond, Adam “MCA” Yauch e Adam “Ad-Rock” Horovitz, e mai si sarebbe aspettato che quel pezzo nato un po’ per gioco sarebbe diventato un classico.
Il tutto è nato grazie alla complicità di Rick Rubin: gli Slayer stavano registrando quello che sarebbe diventato il loro più grande successo, Reign In Blood. Nello stesso studio di registrazione (Hit City West a Los Angeles) i Beastie Boys, loro compagni d’etichetta (Def Jam), lavoravano a Licensed to Ill. Serviva un assolo per No Sleep Till Brooklyn, e a King sembrava una di quelle esperienze divertenti e insolite da fare, tanto più se poteva rimediare 200 dollari (!).
…mi son detto ‘perché no. Mi farebbero comodo duecento dollari’. Non navigavo nell’oro all’epoca, così sono andato lì e l’ho fatto
Kerry King
Un pagamento ‘tutto e subito’ che, sebbene gratificante nell’immediato, non ha portato alcun guadagno futuro. Licensed to Ill, l’album di debutto dei Beastie Boys uscito nel 1986, ha venduto oltre 10 milioni di copie solo negli Stati Uniti. Nel 2015 è stato certificato disco di diamante. Una miniera di royalties, purtroppo, mai sfruttata.
L’assolo in What We’re All About dei Sum 41
La situazione si è ripetuta qualche anno dopo, nel 2002, con i Sum 41, come riporta Metal Hammer. Il gruppo pop-punk canadese stava registrando il singolo What We’re All About, destinato alla colonna sonora del film Spider-Man di Sam Raimi. King rifiutò l’offerta per ben dieci volte, ma alla fine un amico lo convinse a cambiare idea, anche in questo caso, un compenso fisso e rinunciando ai guadagni futuri tramite royalties. Non erano più i 200 dollari di Rubin (gli sono stati compensati 10.000 dollari), ma nemmeno in questo caso è stata la scelta più redditizia a lungo termine, riflette ora il chitarrista.
Come è successo? Ricordo di aver rifiutato per mesi. Pensavo: “I miei fan non lo capiranno.” […] Poi arriva il tizio della casa discografica – ecco un’altra storia divertente che chiude il cerchio di ciò di cui stavamo parlando – e mi dice: “Beh, hai lavorato con i Beastie Boys.” E io risposi semplicemente: “Cazzo! Hai ragione.” Così lo feci.
Kerry King
Kerry King ha pubblicato lo scorso maggio l’album solista From Hell I Rise. Nel frattempo gli Slayer, il cui tour d’addio, passato anche dall’Italia, si è concluso nel 2018, si apprestano a tornare onstage per due concerti fissati a settembre e uno ad ottobre. Su queste pagine ripassare la recensione di Repentless, l’ultimo album pubblicato dalla thrash metal band.