La songwriter di origini russe Kariti, della quale abbiamo recensito l’album d’esordio Covered Mirrors con un articolo a firma Marco Boscolo, ha realizzato una cover di Katie Cruel, pezzo appartenente alla tradizione folk americana. La canzone è stata ri-arrangiata per piano Rhodes, in chiave minimale e intensa, con il mastering a cura di Lorenzo Della Rovere. La foto di copertina è invece di Eleonora Cadeddu.
Il pezzo è stato reinterpretato da molti artisti nel corso degli anni e, tra le varie riletture, ricordiamo quella di Karen Dalton, probabilmente la più conosciuta, oltre a quelle di Agnes Obel e Nick Cave & The Bad Seeds in When I First Came to Town. Come sempre, dietro a ogni versione di Katie Cruel, c’è una storia. Questa a seguire è quella raccontata da Kariti.
Sentii “Katie Cruel” per la prima volta nel 2016, suonata dal vivo da Carla Bozulich, con la sua chitarra distorta e spiritata, in una piccola venue DIY italiana grazie alla quale potevo organizzare concerti con i miei amici. La melodia e il testo mi travolsero subito, e anche quella sua bellezza fragile, e il dolore solitario che la circonda. Carla mi raccontò la storia di questa canzone e di come la ascoltò inizialmente su un disco di Karen Dalton, la cui versione è forse quella più incisiva. Ma in ogni caso già allora speravo che un giorno avrei tentato di crearne una mia versione. Di recente, ho ricominciato a suonare il pianoforte dopo una lunga pausa e una delle prime melodie che è scaturita quando mi sono seduta di fronte ai tasti è stata proprio quella che si può sentire adesso nella “mia” “Katie Cruel”
Kariti