Si avvicina il reunion tour dei June Of 44, post-hardcore (post-rock) band statunitense che da sempre ha un rapporto speciale con l’Italia e che ritorna nel nostro Paese a 19 anni di distanza dall’ultima prova, Anahata, quarto e ultimo capitolo discografico pubblicato da Quartersticks nel 1999. La tournée è stata annunciata d’amblée il mese scorso, attraverso un post condiviso via social media con il quale Jeff Mueller, Sean Meadows, Doug Scharin e Fred Erskine comunicavano la propria presenza all’interno del festival organizzato dagli Uzeda (per i loro trent’anni assieme), menzionando anche altre tre date che sono, nel frattempo, state dettagliate con tanto di prevendite. Oltre all’appuntamento del 25 (o il 26) all’Afrobar di Catania, il gruppo si esibirà il 28 maggio a Torino presso lo Spazio 211 in occasione di TOnights (una delle serate di avvicinamento a TOdays Festival 2018), il 29 maggio al Locomotiv di Bologna e il 30 maggio all’Evol di Roma.
Per festeggiare il ritorno della band in Italia abbiamo pubblicato la recensione classic dedicata al disco più acclamato della loro discografia Four Great Points. La firma è di Stefano Pifferi. Per quanto riguarda invece un’intervista concessa dal quartetto di recente proprio in occasione del tour, vi rimandiamo alla rivista Scenari (legata alla casa editrice Nemesis) e all’articolo di Stefano Marino di cui vi riportiamo un estratto: «L’Italia è sempre stata un luogo in cui ci siamo sentiti protetti e fortemente benvenuti. Molte delle nostre persone preferite e secondo noi maggiormente piene di vita stanno lì. In un certo senso, a prescindere dalla distanza e dal tempo, siamo e saremo sempre insieme. Ci sono sempre stati negli USA legami tra band forti, cosmici, fra città come Chicago e Louisville, o come Louisville e Washington; e noi, che proveniamo tutti da posti diversi, abbiamo sempre sentito un legame forte del tipo “June of 44 e Italia”, insieme a qualche altro luogo bellissimo, incredibile e stimolante. Perciò, cara Italia, grazie a te».