Indicato da molti osservatori come il simbolo della fine della favola hollywoodiana, il processo per diffamazione intentato da Johnny Depp contro la ex moglie Amber Heard si è ufficialmente concluso.
Lo scorso 1° giugno, la giuria di Fairfax, Virginia, ha emesso il verdetto dando ragione alla star di Pirati dei Caraibi e condannando Heard a pagare un risarcimento di 15 milioni di dollari (a fronte di una richiesta di 50 milioni). La giuria ha anche condannato Depp a pagare 2 milioni di dollari all’attrice come risarcimento per l’accusa di essersi inventata di aver subito abusi (la richiesta in questo caso era di 100 milioni di dollari).
Depp e Heard si erano conosciuti sul set di The Rum Diary – Cronache di una passione nel 2009, quando la donna aveva appena 23 anni. La scintilla era scoccata invece nel 2012 facendoli convolare a nozze tre anni dopo. Le vicende giudiziarie tra i due erano iniziate nel 2016 con la richiesta di divorzio e di un’ordinanza restrittiva per abusi nei confronti di Depp da parte della futura star di Aquaman. La questione in quel caso si risolse con un accordo con cui Heard otteneva 7 milioni di dollari che avrebbe donato in beneficienza (donazione ad oggi non ancora completata) e un comunicato stampa. Due anni dopo i nuovi processi, che hanno messo in piazza alcuni dei retroscena più scabrosi della relazione finita male.
Nel 2018, l’attore aveva intentato causa per diffamazione, in Inghilterra, nei confronti del newspaper The Sun, per la pubblicazione di un articolo in cui Heard lo definiva un «picchiatore di mogli», dichiarando di aver subito ripetute violenze domestiche. In quel caso, il giudice aveva dato ragione alla donna e al giornale, visto che, secondo la Corte, le prove fornite dalla difesa dimostravano che almeno 12 dei 14 episodi di violenza denunciati erano effettivamente accaduti, o meglio, che non c’erano prove sufficienti a discolpare l’attore (quest’ultimo avrebbe anche dichiarato di essere stato più volte aggredito dalla ex coniuge). E a nulla è servito il successivo ricorso in appello.
Allo stesso tempo, Depp aveva intentato una seconda causa per 50 milioni di dollari contro l’ex moglie negli Stati Uniti, stavolta per un articolo – intitolato Ho parlato contro la violenza sessuale e ho affrontato l’ira della nostra cultura. Questo deve cambiare – pubblicato dal Washington Post che riportava le medesime accuse, seppure senza fare nomi. Secondo l’attore la vicenda gli sarebbe costata il ruolo di Sparrow per il franchise di Pirati dei Caraibi, come anche quello di Grindelwald in Animali Fantastici 3, oltre a sottoporlo un massiccio boicottaggio da parte degli ambienti hollywoodiani. Per i legali della donna, tuttavia, in ragione della mancata condanna del tabloid inglese, questo secondo processo non aveva ragione di andare in porto.
Sul processo, seguitissimo dai media, hanno fornito un commento moltissimi personaggi, non ultima Courtney Love. Per un ripasso sulle accuse reciproche e sull’orientamento dell’opinione pubblica, vi rimandiamo a una precedente notizia.