Come riportato da Deadline, il processo per diffamazione intentato da Johnny Depp nei confronti della ex moglie e attrice Amber Heard si svolgerà regolarmente nell’aprile del 2022, visto che i legali di quest’ultima non ne hanno ottenuto l’annullamento.
Nel 2018 l’attore aveva intentato causa per diffamazione, in Inghilterra, nei confronti del newspaper The Sun, per la pubblicazione di un articolo in cui Heard lo definiva un «picchiatore di mogli», dichiarando di aver subito ripetute violenze domestiche. In quel caso, il giudice aveva dato ragione alla donna e al giornale, visto che secondo la Corte le prove fornite dalla difesa dimostravano che almeno 12 dei 14 episodi di violenza denunciati erano effettivamente accaduti, o meglio, che non c’erano prove sufficienti a discolpare l’attore (quest’ultimo avrebbe anche dichiarato di essere stato più volte aggredito dalla ex coniuge); e a nulla è servito il successivo ricorso in appello.
Allo stesso tempo, Depp aveva intentato una seconda causa per 50 milioni di dollari contro l’ex moglie negli Stati Uniti, stavolta per un articolo – intitolato Ho parlato contro la violenza sessuale e ho affrontato l’ira della nostra cultura. Questo deve cambiare – pubblicato dal Washington Post che riportava le medesime accuse, seppure senza fare nomi. Secondo l’attore la vicenda gli sarebbe costata il ruolo di Sparrow per il franchise di Pirati dei Caraibi, come anche quello di Grindelwald in Animali Fantastici 3, oltre a sottoporlo un massiccio boicottaggio da parte degli ambienti hollywoodiani. Per i legali della donna, tuttavia, in ragione della mancata condanna del tabloid inglese, questo secondo processo non aveva ragione di andare in porto.
Il giudice Penney Azcarate della contea di Fairfax (Virginia) si è invece pronunciata contro l’archiviazione, dichiarando che il semplice fatto di aver perso la causa precedente nulla osta allo svolgimento del secondo processo, viste le notevoli differenze giuridiche in materia di diffamazione tra lo Stato della Virginia e il Regno Unito. Il giudice ha inoltre evidenziato come la dichiarazione di indipendenza e il primo emendamento della Costituzione americana differiscano in modo determinante dalla Common Law inglese per quanto riguarda la libertà di espressione e di stampa.
Questa è la seconda piccola vittoria conseguita da Depp contro Heard: all’inizio del mese, un giudice di New York ha stabilito che potrà verificare se la star di Aquaman abbia realmente donato in beneficenza – come essa stessa sostiene – parte dei 7 milioni di dollari ottenuti dal divorzio. In una recente intervista al Sunday Time, Depp ha ammesso che «come uomo e attore» ha attraversato un periodo caotico, promettendo di fare luce sul «suo conto».
Mgm, però, che ha acquisito i diritti del suo ultimo film Mimata – in cui interpreta il fotografo documentarista William Eugene Smith che negli anni Settanta denunciò gli effetti dell’avvelenamento da mercurio sulla popolazione giapponese – ha deciso di non distribuirlo negli Stati Uniti. Depp e il regista Andrew Levitas sono certi che la scelta sia legata, anche in questo caso, alle succitate vicende legali che gettano cattiva luce sull’immagine dell’attore.