A un paio di mesi dall’annuncio del tour, i Jethro Tull rivelano via Inside Out di aver completato le registrazioni del prossimo lavoro discografico. L’uscita del disco è prevista per l’inizio del prossimo anno, a un anno dalla pubblicazione di The Zealot Gene (gennaio 2022).
Abbiamo dato gli ultimi ritocchi all’artwork e chiuso le registrazioni e il mix poche settimane fa. Vista la solita lunga attesa per la stampa e la produzione di vinili, l’uscita è prevista nella primavera 2023 ma, durante le settimane e i mesi a venire, sentirete qualche anteprima assieme a ulteriori informazioni in merito ai formati che saranno disponibili.
E un po’ troppo presto per svelare qualche titolo, tracklist e contenuti. Spero che vi piacerà il concept e i temi trattati. È stato un lavoro lungo e difficile, specialmente per ottenere il materiale registrato durante il frenetico programma di tour di questi ultimi mesi, un giorno qui, un giorno là, ogni tanto due giorni consecutivi liberi…
Ho scritto i temi principali e i testi a gennaio di quest’anno e ho inviato i primi demo alla band a febbraio e marzo, proprio come ho fatto con The Zealot Gene, nel 2017. La maggior parte della registrazione ha avuto luogo in giugno e agosto con il mix stereo fatto in settembre. Il mio nuovo amico Bruce Soord dei The Pineapple Thief ha invece curato il mix surround e un mix stereo alternativo.
La band, attualmente composta da Ian Anderson, David Goodier (Basso), John O’Hara (piano, tastiere), Scott Hammond (batteria) e Joe Parrish-James (chitarra), tornerà in Italia per tre date a febbraio: domenica 12 febbraio all’Auditorium Parco della Musica di Roma, martedì 14 febbraio al Teatro EuropAuditorium di Bologna e mercoledì 15 febbraio al Teatro degli Arcimboldi di Milano.
The Zealot Gene, pubblicato il 28 gennaio 2022, è stato recensito su queste pagine da Andrea Socini. Il disco è stato descritto da Ian Anderson come un insieme di riflessioni su temi e concetti biblici («Anche se nutro un’autentica passione per lo sfarzo e la narrazione fiabesca del Libro Sacro, sento ancora il bisogno di mettere in discussione e disegnare paralleli a volte sacrileghi del testo»).
Su SA trovate inoltre le recensioni dei classici Aqualung e Thick As A Brick.