James Blake
James Blake, foto di Josh Stadlen (2024)

James Blake torna sui pagamenti iniqui delle DSP con una soluzione

Si tratta di un abbonamento mensile a una nuova piattaforma che mette in contatto l'artista con i propri fan

C’è già chi lo prende in giro James Blake: pagare un abbonamento mensile per avere accesso esclusivo alla sua musica più che Substack fa venire in mente OnlyFans con la differenza che il piacere in questo caso è puramente auditivo/artistico. È un modello che può funzionare?

Dopo essere andato virale con un post di denuncia sulle inique condizioni in cui versa la gran parte degli artisti che produce musica, l’autore di Retrograde dice di aver ricevuto un’offerta di partnership da Vault, una piattaforma che dietro un corrispettivo di 5 dollari mensili da versare all’artista garantirebbe l’accesso in esclusiva al suo catalogo di musica inedita.

Il profilo di James Blake è già attivo, e contiene attualmente tre brani. Scartini in abbonamento, scherza malignamente la penna di Consequence introducendo la notizia, ma considerando l’affezione dei fan per i loro beniamini la cosa potrebbe anche funzionale, ovvero contribuire a ricreare le condizioni per le quali un musicista potrebbe, ad esempio, finanziare i costi della sua produzione artistica (affittare studi di registrazione, pagare session man ecc.).

Volevo trovare un modo per noi musicisti di guadagnare direttamente dalla musica che facciamo, essere in grado di utilizzare quei soldi per fare altra musica attraverso l’affitto di studi di registrazione e assoldare musicisti ecc. Produrre musica non è economico, ecco perché volevo incentivare i musicisti ad investire più tempo nel fare musica… …e poi c’è anche il discorso che riguarda tutta quella grande musica che non viene pubblicata perché non rientra in certi parametri e trend. Tutto questo potrebbe trovare una risposta in Vault
James Blake

Sempre nel il video-messaggio James Blake ha ricordato quanto (poco) pagano le DSP (Piattaforme digitali di Streaming).

Le piattaforme pagano tra i 0,003 e i 0,005 dollari a stream, in altre parole se fai un milione di play prendi circa 3000 dollari. Se hai un contratto con un’etichetta, taglia pure il 50% di quel guadagno. Poi mettici tra il 15% e 20% da corrispondere al management, tasse e spese varie …va da sé che per un artista vivere della propria arte non è sostenibile
James Blake

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A proposito del musicista, su queste pagine potete leggere la recensione del suo ultimo lavoro, Playing Robots into Heaven, a cura di Gabriele Marino.

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