James Blake ha parlato delle sfide che i musicisti devono affrontare al giorno d’oggi per essere pagati adeguatamente per il loro lavoro nell’era degli influencer e di TikTok.
Nelle ultime ore, infatti, Blake ha pubblicato una serie di commenti sul suo account X/Twitter, esprimendo il suo pensiero sull’attuale stato finanziario dell’industria musicale e su quelli che considera gli ostacoli irragionevoli che i musicisti devono affrontare.
Blake ha risposto per la prima volta a un post che lo citava dopo aver rivelato di non aver guadagnato «un centesimo» dopo che un suo brano (nella fattispecie la cover di Godspeed) era diventato virale su TikTok. «Vale la pena notare che questo è solo un esempio che ho usato in un post che parla degli effetti più ampi che TikTok ha sul mondo della musica», ha scritto. «Il solo fatto di fissarsi su questa parte distoglie tutti dal problema principale, sto parlando di una cosa che sta colpendo gli artisti di tutto il mondo».
It’s worth noting this is just an example I used in a post talking about the wider effect of TikTok on music. Just seeing this part makes it seem navel gazing but I’m speaking on a thing that’s affecting artists all over the world. https://t.co/4pd2iRuNlB
— James Blake (@jamesblake) March 3, 2024
«Continuo a leggere frasi del tipo: ‘se sei abbastanza fortunato da diventare virale, usa quell’esposizione per generare reddito in qualche altro modo’», ha insistito Blake nella sua denuncia. «I musicisti dovrebbero essere in grado di generare reddito attraverso la loro musica. Volete della buona musica o volete quello per cui avete pagato?».
Insistendo sul fatto che oggigiorno gli artisti non vengano affatto pagati equamente per il loro lavoro, l’artista britannico è convinto che i social abbiano operato in qualche modo una sorta di “lavaggio del cervello” ai propri utenti. «Se vogliamo musica di qualità, qualcuno dovrà pagare per averla. I servizi di streaming non pagano correttamente, le etichette vogliono una fetta più grande che mai e si siedono ad aspettare che tu diventi virale, TikTok non paga correttamente e i tour stanno diventando proibitivi per la maggior parte degli artisti. Il lavaggio del cervello ha funzionato e ora la gente pensa che la musica sia gratis».
Nella critica di Blake, condivisa tra gli altri anche da Kanye West e Ty Dolla $ign, c’è spazio anche per l’intelligenza artificiale, considerata come una possibile nuova minaccia. «Dal momento che è più conveniente produrre musica veloce e sintetica da diffondere in streaming ogni settimana per capitalizzare i punti di forza di un certo modello di business, guardate come quel modello si sta preparando per la musica generata dall’IA che non paga affatto i musicisti. Ad ogni modo, vi amo perché vi preoccupate degli artisti e mi è piaciuto vedere le vostre risposte ponderate».
A proposito del musicista, su queste pagine potete leggere la recensione del suo ultimo lavoro, Playing Robots into Heaven, a cura di Gabriele Marino.