Con la band a ritornare all’attenzione mediatica per via di Stranger Things, cala un’ombra sul futuro dei Deep Purple. Con un album fresco di stampa (=1 del 2024) e un tour che li riporterà anche dalle nostre parti, Ian Gillan ammette che la strada si sta facendo più impervia.
Intervistato da Uncut, lo storico frontman ha raccontato senza giri di parole la sua condizione: oggi dispone solo del “30% della vista”. Una limitazione che non migliorerà e che, anzi, rende sempre più complicato lavorare al computer, strumento essenziale per la scrittura e la gestione del materiale della band.
«La cosa più difficile è lavorare al laptop» – ha spiegato – «Non vedo nulla sullo schermo se non usando la visione periferica. Devo leggere di lato, per così dire. Ci si adatta, certo, ma è stancante in modo logorante. Tutto richiede un tempo infinito».
Arrivato agli 80 anni, Gillan riflette con il suo humor tipico sul processo di invecchiamento: «È esilarante, almeno a volte. Cammino per strada e mi sembra di sentire qualcosa che cade: clang, un altro pezzo che se ne va. Non posso più fare il salto con l’asta, ma per il resto non è cambiato molto. Se hai senso dell’umorismo, te la cavi».
Il nodo, però, resta il futuro dei Deep Purple sul palco. «Se perdo l’energia, mi fermo» ha dichiarato. «Non voglio essere di peso a nessuno. E credo che ci stiamo avvicinando a quel momento: la vecchiaia arriva in silenzio, quasi senza che tu te ne accorga». Al tempo stesso, Gillan riconosce che la parte creativa continua a scorrere – «la scrittura e la capacità sono tutte nella mente» – così come rimane intatto l’affiatamento con i compagni di band, che «sembrano migliorare continuamente».
Per ora, quindi, nessun addio. Ma il cantante lascia intendere che la fine della corsa non è più un tabù.
Attività recente e il nuovo tour italiano
Nel 2024 la band pubblicava il lavoro numero 23, il terzo in quattro anni dopo il fortunato Whoosh! e il disco di cover Turning to Crime. Un periodo particolarmente fertile per una formazione che continua a fare dell’hammond un co-protagonista essenziale. Prodotto da Bob Ezrin, storico collaboratore dei Purple, è stata la conferma delle loro coordinate hard rock, senza indulgenze nostalgiche e con un’apertura melodica, groove, tocchi pop e inserti elettronici (si veda la radiofonicamente “80s” Pictures of You). Il titolo =1 allude all’idea che, in un mondo sempre più complesso, “tutto alla fine si riduce a un’unica essenza. Tutto equivale a uno”.
E mentre Gillan riflette sulla propria salute e sul passo del tempo, il calendario live non si ferma: la band tornerà nel nostro Paese anche nel 2026 per due date: 16 luglio 2026 a Pisa in Piazza dei Cavalieri e il 17 luglio 2026 al Castello Carrarese di Este (PD).