A quasi un mese da Back to the Beginning, il monumentale concerto tributo che ha celebrato l’eredità dei Black Sabbath e di Ozzy Osbourne nella loro Birmingham, arriva anche la voce dei grandi assenti: i Megadeth. Intervistato da Burn! Magazine, il bassista James LoMenzo ha spiegato con disarmante franchezza che “nessuno li ha invitati” e che “va anche bene così… non tutti vengono chiamati a ogni festa”. A suo dire, Dave Mustaine aveva provato a farsi avanti mentre erano in tour in Europa: “Eravamo lì vicino e ci siamo detti disponibili a rimanere qualche giorno in più, se ci avessero voluti. Non so cosa sia successo nei contatti tra management, ma alla fine siamo tornati a casa”.
L’evento
L’evento, tenutosi il 5 luglio a Villa Park (a due settimane dalla morte di Ozzy), ha riunito una line-up che è parsa una vera hall of fame dell’hard & heavy: Metallica, Slayer, Pantera, Tool, KoRn, Anthrax, Gojira, Alice in Chains, Guns N’ Roses, Steven Tyler e molti altri, con la direzione musicale di Tom Morello. Il concerto ha già fatto storia: è stato confermato come lo show benefico di maggior incasso di sempre, con oltre 190 milioni di dollari raccolti per Cure Parkinson’s, il Birmingham Children’s Hospital e l’Acorns Children’s Hospice.
Nel 2026 arriverà nelle sale Ozzy’s Final Bow, film-concerto prodotto da Mercury Studios e pensato come “lettera d’amore a Ozzy e al suono pionieristico dei Black Sabbath”.
I tributi
Da allora, tributi e dediche si sono moltiplicati. Tra gli omaggi, quello di Coldplay (che gli ha dedicato Fix You dal palco del Glastonbury), di Ghost, Gojira e persino di Drake. Alice Cooper e Johnny Depp hanno reinterpretato Paranoid, mentre Sharon Osbourne ha rivelato che le sarebbe piaciuto vedere al concerto finale anche Paul McCartney e i Foo Fighters.
Nel frattempo, un video condiviso dalla figlia Kelly riprende Ozzy a colazione, sorridente e con le cuffie in testa, pochi giorni prima del decesso. Anche la sorella 85enne Jean Powell, intervistata dal Mirror, ha voluto chiarire: “Era fragile, ma è stato comunque uno shock. Aveva ancora dei progetti, delle cose che voleva fare. Non conosciamo ancora tutti i dettagli, è troppo presto. Ma sono grata che sia morto in Inghilterra”.
La notizia smentisce così le voci, circolate online subito dopo il decesso, che ipotizzavano un suicidio medicalmente assistito. Voci alimentate anche da precedenti dichiarazioni pubbliche di Ozzy e della moglie Sharon, che in passato avevano aperto a questa possibilità in caso di sofferenze insostenibili.