Vi abbiamo già parlato in un’altra notizia dell’incendio avvenuto agli Universal Studios di Hollywood il 1 giugno 2008. Il New York Times ha rivelato che il fuoco distrusse – tra le altre cose – una grande quantità di master tape ivi custoditi – si parla addirittura di 500.000 copie – di vari artisti che negli anni sono stati in quota Universal (tra i tanti, Buddy Holly, John Coltrane, Nirvana, R.E.M. e Hole).
Pochi giorni fa il CEO di Universal, Lucian Grange, ha detto la sua a proposito della vicenda, ma a quanto pare non finirà qui, dal momento che alcuni musicisti – tra cui Hole, Soundgarden e Steve Earle, ma anche chi gestisce l’eredità di Tom Petty e Tupac Shakur – hanno dato il via a una class action per fare causa all’etichetta discografica, rea di non aver avvertito gli artisti interessati sulla gravità del danno causato dall’incendio e di non aver protetto nel modo migliore i master. I danni richiesti dalla class action pare che superino i 100 milioni di dollari.
Dal canto suo Universal ha dichiarato che l’articolo investigativo del Times che ha dato il via a tutta la vicenda presenta «numerose inesattezze, affermazioni fuorvianti, contraddizioni e incomprensioni sulla portata dell’incidente e sui beni materiali coinvolti». Vi terremo aggiornati su eventuali sviluppi.