Ghali
Ghali a Domenica In (still, 11 febbraio 2023)

Ghali: “Stop al genocidio”. E la Rai risponde con un comunicato pro-Israele

Sui social si organizzano call to action e presidi di protesta

Sanremo 2024 si è chiuso con un picco di share mai visto prima negli ultimi venti anni, e anche con un comunicato stampa che ha trascinato la Rai (e Mara Venier) nelle polemiche accese. Ieri pomeriggio, durante il tradizionale appuntamento sanremese di Domenica In, si è tornati a parlare delle parole spese da Ghali e Dargen D’Amico durante la kermesse. Da un lato, D’amico ha portato sul palco il tema dell’immigrazione e delle morti nel Mediterraneo con il brano Onda Alta, dall’altra Ghali ha chiesto il “cessate il fuoco” e lo “stop al genocidio” dopo le esibizioni di Casa miaCome era prevedibile, il testo non è piaciuto alla comunità ebraica di Milano. E non solo.

Il giorno dopo la finale di Sanremo, l’ambasciatore israeliano in Italia Alon Bar ha attaccato il Festival per non aver impedito il “diffondere odio e provocazioni in modo superficiale e irresponsabile”. Luca Dondoni, giornalista ospite di Mara Venier, ha così chiesto una replica a Ghali su quanto affermato dall’ambasciatore. Il rapper ha risposto sostenendo di aver sempre parlato di questo tema: “Per cosa dovrei usare questo palco? Parlo di quello che sta succedendo fin da bambino, perché non è dal 7 ottobre che succede. La gente ha sempre più paura di dire ‘stop alla guerra’ e lui [l’ambasciatore, ndr] continua questa politica del terrore”.

https://twitter.com/mvedicine/status/1756824185312075794

Anche Dargen D’Amico, interrogato sul tema della sua canzone, ha cominciato a parlare di come “la bilancia economica dell’immigrazione è in positivo”: “Quello che gli immigrati immettono nelle nostre casse, per pagare le nostre pensioni, è più di quanto noi spendiamo per l’accoglienza. Queste sono statistiche che ogni tanto andrebbero raccontate”. Tuttavia, la conduttrice Mara Venier ha deciso di interrompere il discorso del cantante, sottolineando che quello non era il posto giusto per parlare di certe tematiche. “Il problema è che quando mi fanno una domanda non riesco a non rispondere”, ha ribattuto D’Amico.

https://twitter.com/whateverchris/status/1756731359991603493

In un altro momento della diretta, poco prima l’ingresso di Clara, non è sfuggita la voce fuori microfono di Maria Venier che sgrida i giornalisti per il tenore delle domande: “Non mettetemi in imbarazzo, non ve lo permetto. Non è questo il luogo giusto per dire certe cose”.

A fine serata, poi, è arrivato il comunicato dell’amministratore delegato della Rai, Roberto Sergio, in merito “a un’affermazione su Israele-Palestina fatta da un artista durante il festival”, citando le parole di Mara Venier. Questo il testo completo:

Ho vissuto assieme all’ambasciatore Bar ed alla presidente Di Segni gli eventi che la Rai ha dedicato alla memoria della Shoah nell’ultima settimana di gennaio. E ogni giorno i nostri telegiornali e i nostri programmi raccontano – e continueranno a farlo – la tragedia degli ostaggi nelle mani di Hamas, oltre a ricordare la strage dei bambini, donne e uomini del 7 ottobre. La mia solidarietà al popolo di Israele ed alla comunità ebraica è sentita e convinta
Roberto Sergio

Mara Venier ha concluso: “Sono le parole, che ovviamente condividiamo tutti, del nostro amministratore delegato Roberto Sergio”. Dal pubblico in platea si è sollevato qualche fischio e un uomo ha urlato: “Citate Gaza”.

Le polemiche si sono subito scatenate sui social, tanto che la stessa conduttrice è stata costretta a chiudere la sezione commenti su Instagram. Nonostante gli artisti abbiano fatto generici appelli alla pace e mai citato apertamente la Palestina, la Rai ha di fatto preso una netta posizione politica pro Israele, dimenticando di citare anche i numeri di morti a Gaza che superano di gran lunga quelli israeliani. E questo dopo aver ripetuto per tutto il giorno che il palco dell’Ariston non è il posto giusto per parlare di certe cose.

Sempre sui social, gli utenti hanno dato il via a una call to action per protestare contro la posizione della Rai: “Non è stato fatto il minimo riferimento agli oltre 30mila morti di cui 13 mila sono bambini. Sterminati negli ultimi 4 mesi – si legge nel testo che in molti stanno inviando via email all’azienda -. Chiedo formalmente che si prendano provvedimenti disciplinari verso l’Ad Sergio, poiché una figura che ricopre tali vertici, pagato da noi contribuenti non può e non deve rappresentare una narrativa falsata e propagandistica e ancor peggio, farsi veicolo di un’ideologia”. Inoltre, sono stati organizzati due presidi davanti le sede Rai, uno a Napoli e uno a Torino.

La cosa è ovviamente arrivata nelle aule parlamentari. I componenti del Pd della commissione Vigilanza Rai hanno commentato con una nota condivisa: “Ieri abbiamo assistito a una brutta pagina della Rai con l’ad che si è elevato a giudice dei contenuti di una canzone e di ciò che dice un artista sul palco, e Mara Venier che si è prestata a fargli da megafono. Non compete all’ad entrare sui contenuti, addirittura in prima persona, interpretando arbitrariamente dichiarazioni o performance artistiche e imponendo la lettura di un proprio comunicato in diretta tv per informare gli italiani del proprio pensiero”.

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