Rick Rubin
Rick Rubin al Festival Of The Sun, foto di Stefano Mattea (2024)

Festival Of The Sun. Torna il secret festival di Rick Rubin

Dopo il debutto del 2024 con Jovanotti, James Blake e Arcade Fire, il Festival Of The Sun torna il 20 e 21 giugno in Val d’Elsa mantenendo il massimo riserbo sul programma

Sul sito ufficiale del Festival Of The Sun è comparso il primo manifesto della nuova edizione dell’evento curato da Rick Rubin, in programma il 20 e 21 giugno nei borghi della Val d’Elsa. Come già accaduto per l’esordio del 2024, anche questa seconda edizione si presenta nel segno del mistero: nessun nome annunciato e line-up completamente TBA.

Il testo pubblicato online insiste ancora una volta sulla dimensione simbolica del progetto, costruito attorno al solstizio d’estate e al suo valore archetipico. Il festival richiama una lettura “astro-teologica” del tempo, in cui il movimento del Sole attraversa miti e religioni, da Horus a Mithra, da Dioniso fino a Gesù, come rappresentazioni di un medesimo ciclo cosmico. Il solstizio viene così descritto come il momento culminante del percorso solare, quando luce e calore raggiungono il loro apice.

Nessuna informazione aggiuntiva sul programma musicale, cinematografico o culturale: il format resta quello di un evento immersivo e interdisciplinare che intreccia musica, arte, cinema e pratiche culturali in un contesto volutamente sottratto alle logiche dei festival tradizionali.

La prima edizione

La prima edizione del Festival Of The Sun si era svolta tra il 21 e il 22 giugno 2024, sempre in Toscana. Due giorni di concerti sempre nella medesima location. Anche in quel caso la line-up era rimasta segreta fino all’ultimo momento.

Tra le esibizioni più rilevanti figuravano quella di Jovanotti, accompagnato da Adriano Viterbini e costretto a esibirsi seduto a causa di un infortunio, i Gossip con Beth Ditto, una performance degli Arcade Fire di Win Butler e Régine Chassagne e il set di James Blake, tra problemi tecnici e un live essenziale piano e voce.

Il programma aveva inoltre incluso momenti tra spiritualità e performance, con Krishna Das in apertura, talk e interventi trasversali come quello di Jack Dorsey, oltre a una programmazione cinematografica curata in collaborazione con MUBI che aveva portato in rassegna titoli come “This Much I Know to Be True”, “Aftersun” e “Faya Dayi”.

Tra gli ospiti anche numerosi artisti e figure del mondo dello spettacolo, da Paolo Nutini a Levante, da Ghali a Madame, fino a Riccardo Scamarcio e altri nomi del panorama internazionale e italiano, a conferma della natura ibrida e imprevedibile dell’evento.

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