Si è svolta questa notte, al Microsoft Theater di Los Angeles, la 74esima edizione degli Emmy Awards, il più prestigioso premio televisivo a livello internazionale. L’appuntamento più atteso dagli amanti delle serie tv, quest’anno, ha riservato tante conferme e poche sorprese.
A cominciare dalla vittoria di Succession, che si è aggiudicata il premio per la miglior serie drammatica, bissando così il successo dei Golden Globe. Giunta alla terza stagione, Succession si è imposta fin da subito come uno dei prodotti di maggior qualità nel mondo della serialità. Le vicende della famiglia Roy si sono portate a casa anche la statuetta per la miglior sceneggiatura, firmata da Jesse Armstrong. Per la commedia invece vince Ted Lasso, serie televisiva prodotta da Apple e basata sull’omonimo personaggio creato da Bill Lawrence e Jason Sudeikis, che abbiamo accolto positivamente anche da queste parti.
Sorpresa invece per Squid Game, il fenomeno Netflix scritto e diretto da Hwang Dong-hyuk, che si è portato a casa 6 Emmy, incluso quello a Lee Jung-jae come migliore attore in un drama e quello per la miglior regia. La serie sudcoreana è diventata un vero e proprio fenomeno globale: nei soli primi 17 giorni di programmazione è diventata la serie più vista di sempre su Netflix, eppure la vittoria gli Emmy non era così scontata.
Grossa delusione, invece, per i fan di Better Call Saul. La serie spin off di Breaking Bad, giunta alla sua sesta stagione, nel corso degli anni ha conquistato 46 nomination e mai un premio. Sembrava che questo fosse l’anno giusto, eppure i fan sono rimasti a bocca asciutta. Better Call Saul è stata la cronaca di una lenta, calibrata ed emozionante discesa agli inferi del suo protagonista, e nel corso dei suoi 63 episodi ci ha regalato personaggi indimenticabili – tra questi anche Kim Wexler, interpretata da una magistrale Rhea Seehorn. Anche lei, ahimé, sconfitta da Julia Garner (Ozark) nella categoria miglior attrice non protagonista in una serie drama.
Gli altri attori ad essersi portati a casa la statuetta sono Zendaya per la seconda stagione di Euphoria, serie ideata da Sam Levinson, Sheryl Lee Ralph attrice comedy per Abbott Elementary, Brett Goldstein attore comedy per Ted Lasso. Tra i premi più meritati, inoltre, c’è quello a Matthew McFayden per la sua interpretazione in Succession. Per quanto riguarda le miniserie, invece, hanno trionfato come protagonisti Michael Keaton per la sua interpretazione in Dopesick e Amanda Seyfried per The Dropout.
Anche The White Lotus ha fatto incetta di premi: miglior miniserie, miglior attori non protagonisti per Jennifer Coolidge e Murray Bartlett. Altro momento emozionante è stata la consegna dell’Emmy alla cantante Lizzo e al suo reality show Watch Out for the Big Grrrls.
Le premiazioni, come da tradizione, sono iniziate una settimana fa, con l’assegnazione di alcuni premi tecnici. Tra questi, quello per la miglior serie documentario a The Beatles: Get Back di Peter Jackson.