Syd Barrett
Syd Barrett nel 1967

Embargo Russia. Dopo quello di Pink Floyd e David Gilmour, tolto anche il catalogo di Syd Barrett dalle DSP

Anche gli eredi del compianto artista condannano la guerra in Ucraina

A stretto giro dalla decisione di David Gilmour, anche gli eredi di Syd Barrett hanno tolto il catalogo del compianto artista e prima mente creativa della band dalle piattaforme di streaming operanti in Russia e Bielorussia. La decisione, comunicata tramite un post condiviso via social ufficiali, segue quella del chitarrista dei Pink Floyd, che all’inizio del mese aveva fatto togliere la propria musica, e quella della band post-Waters, dalle DSP dei due Paesi coinvolti nel conflitto bellico in Ucraina.

Nei giorni scorsi anche Roger Waters ha condannato l’attacco della Russia di Putin ai danni dell’Ucraina, preferendo però insistere sugli aspetti politici della questione rispetto quelli legati alle sanzioni. L’autore di Radio K.A.O.S ha ribadito l’importanza di non sventolare bandiere, sottolineando quanto i governi occidentali non siano dalla parte della ragione alimentando il fuoco («mi rammarico che i governi occidentali stiano alimentando un fuoco che distruggerà il vostro Paese. Portano armi in Ucraina invece di impegnarsi a favore della diplomazia per fermare il massacro»).

L’autore di The Wall ha condannato inoltre l’operato degli Stati Uniti («Una lunga insurrezione in Ucraina sarebbe grandiosa per i gangster di Washington») e insistito su un Ucraina come Paese neutrale.

Quest’anno Pulse, il film-concerto dei Pink Floyd, è tornato negli store musicali in formato Blu-Ray e DVD versione Restored & Re-Edited (e led lampeggiante). Su queste pagine potete leggere la nostra recensione Classic di A Momentary Lapse of Reason, del quale è stato pubblicato un mix aggiornato slegato dal box-set che lo conteneva, ovvero il sopracitato The Later Years.

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