È l’autore di un caposaldo jazz come Speak No Evil ma anche di altri capolavori jazz: Wayne Shorter è scomparso ieri, 2 marzo, a Los Angeles, all’età di 89 anni. La notizia è stata confermata dall’addetta stampa personale.
Col sax tenore prima (nell’epoca del be-bop) e con il sax soprano poi, Shorter è stato uno dei più grandi improvvisatori e compositori del jazz moderno, sia durante la carriera solistica, sia accanto a Miles Davis, sia nei Jazz Messengers e, non ultimi, nei Weather Report. Nato il 25 agosto 1933 a Newark, nel New Jersey, il musicista prese parte ai Jazz Messengers già nel 1959. Una formazione leggendaria, quella del batterista Art Blakey, che contribuì a definire il suono del jazz moderno. E così fece, all’ennesima potenza, il cosiddetto “secondo quintetto” di Davis insieme al pianista Herbie Hancock, al contrabbassista Ron Carter e al batterista Tony Williams, di cui Shorter fece parte qualche anno dopo, diventandone figura chiave.
Compositore e improvvisatore già dall’esperienza con Blakey negli anni Sessanta, Wayne Shorter incide per Blue Note Records, e proprio per la label esce sia Speak No Evil, suonato assieme ai formidabili Freddie Hubbard, Herbie Hancock, Ron Carter e Elvin Jones, sia un altro capolavoro, Adam’s Apple. Nel frattempo, continua a suonare con Miles Davis lungo gli anni che portano alla fusion, ovvero ad introdurre elementi rock nel jazz. Commistioni che conducono alla concezione di un altro caposaldo, Bitches Brew.
L’avventura nei Weather Report inizia con gli anni Settanta. Shorter forma la band assieme a Joe Zawinul e Miroslav Vitouš, conquistando un enorme successo. Nel frattempo, collabora con artisti pop e rock: dagli Steely Dan a Joni Mitchell, fino a Carlos Santana e Pino Daniele, il quale riceve su un pentagramma la melodia per la sua Maggio se ne va assieme a una dedica speciale.
A mio avviso Maggio se ne va è il pezzo più significativo, ricordo che Wayne Shorter mi scrisse su un foglio di musica la melodia e sotto le note ci mise una frase che non potrò mai dimenticare: “da queste note tutti capiranno da dove vieni ed il vento porterà le tue melodie in giro per il mondo”.
Pino Daniele
Sempre per quanto riguarda la carriera da solista, nel 2000 Shorter forma il Wayne Shorter Quartet, con il pianista Danilo Pérez, il bassista John Patitucci e il batterista Brian Blade. Più recentemente, ha curato le musiche di Esperanza Spalding per l’opera Iphigenia. Dello scorso settembre Live at the Detroit Jazz Festival, con una performance dei due assieme a Terri Lyne Carrington e Leo Genovese.