Dhani Harrison
Dhani Harrison, foto di Josh Giroux

Dhani Harrison e Nigel Godrich fondano i Dragonflies: annunciato l’album d’esordio

Il figlio di George Harrison e il produttore dei Radiohead uniscono le forze nei Dragonflies. Il debutto omonimo esce il 18 settembre, anticipato dal singolo Slower.

Dhani Harrison e Nigel Godrich hanno dato vita ai Dragonflies, nuovo progetto che debutterà il prossimo 18 settembre con un album omonimo pubblicato da Dark Horse Records/BMG. Si tratta di una collaborazione nata quasi per caso: mentre lavorava al suo album del 2023  Innerstanding durante il periodo della pandemia, il figlio di George Harrison si è rivolto allo storico produttore dei Radiohead per scambiare alcune idee e suggerimenti, finendo poi per entrare insieme in studio a Brixton e iniziare a scrivere musica senza un piano preciso.

Il metodo di lavoro si è sviluppato in modo spontaneo e immediato, in uno scambio creativo descritto dal producer come  «lanciare qualcosa in aria e  aspettare che l’altro la afferri»; Harrison, abituato a lavorare in proprio seguendo tutti gli aspetti del processo compositivo, stavolta ha lasciato spazio al collaboratore, concentrandosi soprattutto su voce e chitarra. Il progetto nasce inoltre in una fase di cambiamento per entrambi i musicisti: dopo anni trascorsi prevalentemente a Los Angeles tra i thenewno2 e colonne sonore per cinema e televisione, Harrison è rientrato nel Regno Unito; Godrich, invece, aveva deciso di allontanarsi temporaneamente dall’attività in studio e dai tour dopo anni di intensa attività (una pausa che coincide, significativamente, con lo hiatus indefinito dei Radiohead()

Ad accompagnare l’annuncio dell’album arriva il primo singolo, Slower, brano d’apertura del disco, affiancato da un suggestivo video animato diretto da RUFFMERCY: una ballata psichedelica e sognante, una trance sospesa in un loop in cui si può riconoscibile chiaramente l’impronta di entrambi gli artisti (dal timbro vocale del primo, geneticamente legato a quello del padre, agli interventi sonici del secondo, tra synth e orchestrazioni alla Pyramid Song).

Alle registrazioni ha contribuito anche il batterista Joey Waronker, collaboratore di Godrich negli Ultraísta e negli Atoms for Peace, mentre gli arrangiamenti d’archi sono firmati da David Campbell, già al suo fianco durante la realizzazione di Sea Change di Beck; oltre al singolo condiviso, tra i brani impreziositi dal suo intervento figura In Between.

La band descrive il risultato complessivo come uno space rock profondamente radicato nella tradizione cantautorale; anche il nome Dragonflies ha un significato particolare: «Le libellule sono un simbolo di illuminazione spirituale. Quando Nigel ha proposto questo nome ho pensato subito che fosse perfetto. Ogni volta che ne vedo una succede qualcosa di magico», racconta Harrison.

Tracklist

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