Il delitto di Via Poma, noto cold case italiano, diventerà una serie tv

La serie - ancora senza titolo - ricostruirà la vicenda dell'omicidio di Simonetta Cesaroni

Dopo la miniserie in tre puntate dedicata al massacro del Circeo, Circeo (Paramount+, 2022), la casa di produzione Cattleya ha annunciato che si occuperà di un altro fatto di cronaca nera italiana, il delitto di Via Poma avvenuto nell’agosto del 1990.

Questo è un progetto a cui teniamo moltissimo. Ci suggestiona l’immagine di questo palazzo abitato da uomini, amici di uomini potenti di poliziotti e magistrati. Con un’unica donna: una ragazzina uccisa. C’è molto da raccontare su quegli anni, ma anche sull’oggi
Riccardo Tozzi, fondatore di Cattleya

Simonetta Cesaroni era una ragazza di ventuno anni e lavorava come segretaria presso lo studio commerciale Reli Sas. Tra i clienti dello studio c’era anche cha la A.I.A.G. (Associazione Italiana Alberghi della Gioventù), i cui uffici erano situati al terzo piano di un complesso di via Carlo Poma n.2; saltuariamente Cesaroni si prestava come contabile per l’Associazione. Il 7 agosto 1990, in quegli stessi uffici, è stato ritrovato il corpo senza vita della ragazza, accoltellata ben 29 volte. Dopo trent’anni, non è ancora stato trovato il colpevole.

La serie – ancora senza titolo – sarà un legal/crime drama scritto da Flaminia Gressi e Bernardo Pellegrini, con la completa collaborazione dei famigliari della vittima e dei suoi legali, e ricostruirà la vicenda a partire dalle molte verità che sono emerse attorno al delitto, sommandole e abbracciando un arco narrativo che sappia restituire giustizia a Simonetta Cesaroni. Cattleya avrà il privilegio di accedere agli atti processuali, alle fonti giuridiche e alla cospicua documentazione custodita nei vari archivi di ieri e di oggi, per portare alla luce elementi inediti e trascurati di questa storia.

Via Poma non è solo un caso di cronaca nera, ma racconta la storia di due ragazze. Due sorelle. Simonetta, coi sogni, gli amori, i piccoli dispiaceri e i desideri dei vent’anni. Sua sorella Paola con la sua forza nel tenere insieme la famiglia contro il dolore e con la sua sete di giustizia che per trent’anni la porterà a battersi contro un muro di silenzio per arrivare alla verità. L’Italia di Via Poma è l’Italia di oggi. Fragile e precaria. L’immagine di un paese bugiardo e spaventato che, in quell’ufficio al terzo piano di Via Poma, fa i conti con sé stesso
Flaminia Gressi e Bernardo Pellegrini

Il delitto di Via Poma è considerato uno dei cold case più famosi della cronaca italiana, infatti ha riscosso negli anni molto interesse da parte del pubblico diventando oggetto di molte discussioni e attirando l’attenzione di media, cinema, tv, scrittori, studiosi. Per esempio, nel 2011 canale 5 ha trasmesso un film realizzato per la televisione, Il delitto di Via Poma, diretto da Roberto Faenza.

A quanto pare questa sarà la stagione dei fatti di cronaca nera italiana, infatti stanno per arrivare altre serie televisive simili a quella sul delitto di Via Poma: una sulla strage di Erba, scritta da Leonardo Fasoli e Maddalena Ravagli (con Cattleya in produzione), una sul caso Elisa Claps (in arrivo su Rai 1 in autunno) e una sull’omicidio di Sarah Scazzi prodotto da Groenlandia. Di recente abbiamo visto anche il film Netflix di Marco Tullio Giorgana, Yara (2021), sull’omicidio di Yara Gambirasio.

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