Nel consueto Weather Report del venerdì mattina, David Lynch ha lanciato un messaggio direttamente a Putin.
Se posso vorrei dire qualcosa al signor presidente Putin: noi, come esseri umani, verremo giudicati per come trattiamo i nostri simili. È una legge di natura, non ci sono scappatoie, non ci sono scuse. Ed è: ciò che semini, raccoglierai. E in questo momento tu stai seminando morte e distruzione […]. E tutta questa morte e distruzione tornerà indietro a farti visita. In questo grande quadro, questo spettacolo in cui siamo coinvolti, c’è una quantità infinita di tempo. Quindi c’è un sacco di tempo – vita dopo vita dopo vita – per raccogliere ciò che stai seminando
Lynch auspica la fine delle ostilità e dell’attacco militare all’Ucraina, perché «siamo un’unica famiglia globale». Non c’è più spazio per assurdità come la guerra.
Il regista statunitense non ha mancato di annunciare il consueto report meteorologico, raccontando inoltre di essersi svegliato con in mente Roads dei Portishead (è consuetudine, in questi suoi monologhi, che citi un brano che gli passa per la mente, senza troppe spiegazioni). Non è tra l’altro la prima volta che cita questo brano: era già successo a ottobre 2020, periodo in cui auspicava che arrivassero tempi migliori. «Non ci siamo ancora», constatava… e le cose non sembrano essere molto cambiate.
Su queste pagine potete leggere la nostra recensione Classic di The Elephant Man, tornato in sala nel 2020 restaurato in 4K per il 40° anniversario. Nell’autunno 2021, per celebrare il suo 20° anniversario, Mulholland Drive era tornato nelle sale italiane dal 15 al 17 novembre, anch’esso restaurato in 4K per l’iniziativa promossa dalla Cineteca di Bologna.
Su SA potete leggere le recensioni di Velluto blu, di cui lo scorso anno ricorreva il 35° anniversario dell’uscita, e di INLAND EMPIRE. Roads è contenuta nell’album Dummy, del quale potete leggere la nostra recensione.