Continua la saga delle playlist mensili a tema per David Byrne che spesso e volentieri salgono agli onori della cronaca per tagli particolari (vedi Under the Covers e Songs That Make Me Cry) oppure per il gusto della scoperta con il quale sono state assemblate. A quest’ultima categoria appartiene This Is African Music?! con punti esclamativi e interrogativi a suggerire la novità che la selezione porta con sé: questa non è world music come l’avrebbero etichettata in passato i più, ma musica che sta accanto ad altra musica del mondo, occidentale o meno, così come ci sono cose radicali come quelle provenienti dal giro Nyege Nyege che hanno letteralmente stregato il musicista.
Lo streaming ha rivoluzionato la diffusione globale delle produzioni degli artisti africani (e non) che oggi producono perlopiù brani dance e da club, scrive Byrne nella sua nota introduttiva, ci sono anche canzoni con messaggi politici e sociali che si rifanno a un retaggio di impegno (vedi Fela, Hugh Masekela, Miriam Makeba) ma, in generale, abbiamo musiche fatte con beat e suoni elettronici che non hanno nulla da invidiare alle produzioni degli artisti occidentali.
La tecnologia ha democratizzato sia la produzione che la distribuzione musicale, non servono più studi costosi e attrezzati per produrne di mainstream; inoltre, artisti come Beyoncé e Drake, grazie alle numerose collaborazioni in questi anni, hanno contribuito a far conoscere emergenti del Continente Nero a livello globale, abbattendo definitivamente gli steccati che dividevano la produzioni in base alla provenienza geografica.
Consapevole di non poter riassumere il fermento in un’unica playlist, l’ex Talking Heads ha selezionato 59 brani che comprendono anche SAULT e Little Simz, ovvero musicisti residenti in Gran Bretagna di prima generazione.
Negli scorsi mesi David Byrne è apparso come “istruttore di danza” nel clip per SOCIAL! the social distance dance club. Riguardo ai suoi storici Talking Heads, ai Grammy Award 2021 la band ha ricevuto il premio alla carriera. E se qualcuno se lo stesse chiedendo, una reunion della band che lo scorso anno ha festeggiato il 40° anniversario dell’uscita di Remain in Light (recensione di Stefano Solventi) è da escludersi, parola dello stesso Byrne. Su SA trovate anche la videoclip story dedicata Once In A Lifetime, a cura di Davide Cantire.