La mitica Cramps Records, l’etichetta discografica fondata nel 1972 da Gianni Sassi e casa per cui hanno pubblicato nomi del calibro di Area, Eugenio Finardi, Alberto Camerini e Skiantos, è pronta al rilancio sotto la direzione artistica di Boosta, al secolo Davide Dileo, fondatore e tastierista dei Subsonica. Il progetto ha l’obiettivo di riportare il senso della scoperta di nuove voci, sonorità e sperimentazioni ai fasti di un tempo, lontano da qualsiasi modello contemporaneo fatto di algoritmi.
«Le macchine fanno il loro lavoro, certo, ma credo che sia come sugli aerei: nonostante la tecnologia diventi via via sempre più sofisticata, dietro alla cloche la presenza umana resta indispensabile – commenta Dileo sulle pagine di Rockol.it – La mia, alla Cramps, è una sfida affascinante, che va costruita passo dopo passo. Mi avvicino con molto rispetto a questa esperienza: Gianni Sassi era uno spirito libero, e quando si è liberi ci si può permettere la complessità, che oggi è l’unica vera grande rivoluzione».
La sfida non sarà costituita dal fatto di essere semplicemente un punto di rottura: «Essere solo di rottura, oggi, ha poco senso. Io vorrei riprendere il discorso da dove è stato interrotto: in questa evoluzione discografica ormai irreversibile che ci ha fatto tornare agli anni Sessanta, con le playlist delle piattaforme streaming zeppe di singoli alla rinfusa, si è perso un elemento fondamentale che ho scelto di porre alla base della mia esperienza come discografico, la cura». Come reagirà a tutto questo il pubblico? Boosta risponde anche a questo: «Sono stato a Milano, per PianoCity, e ho visto gente stare per diverse ore sotto la pioggia, al freddo, nei parchi, solo per assistere a un concerto di pianoforte. L’ho trovata un’immagine di una bellezza furiosa, che mi ha dato una certezza: per un’operazione come il ritorno della Cramps sul mercato il terreno fertile non manca».
«Nella Cramps storica accanto agli Area c’erano Camerini e Finardi, proposte tra loro molto diverse. Io, sia chiaro, non voglio fare il “produttore” nel senso convenzionale del termine, non tengo al fatto che i dischi che pubblicheremo mi assomiglino. Anzi: cercherò di fare di tutto per tenere il più possibile le distanze, perché il bello è che alla Cramps hanno sempre fatto quello che gli pareva. Ecco perché, nello scegliere gli artisti da pubblicare, cercherò di individuare non la musica che mi piace, perché i gusti sono soggettivi, ma quella della quale sento il bisogno».
La nuova Cramps Records sarà presentata questo pomeriggio a Milano a Mare Culturale Urbano, alle 18:30.
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