Corey Taylor torna a dire la sua sulla musica contemporanea e i suoi protagonisti. A un anno dalle affermazioni sul podcast Cutter’s Rockcast a proposito del nuovo rock (per il quale prova soltanto disgusto), il frontman degli Slipknot si è espresso su Kanye West e, in particolare, sulle scelte dietro la distribuzione di Donda 2.
L’ultimo album del rapper milionario è stato presentato a un listening event mandato in streaming globale e poi salvato su un player di sua proprietà, strategia che per Corey, intervistato da Metro UK, dimostra quanto il suo autore viva ormai fuori dal mondo e abbia perso il contatto con chi ascolta musica oggi.
È come produrre tutte le parti di un’automobile e spedirle a casa della gente. Vai lì e hai la tua macchina gratis, ma ora devi capire come montare i pezzi. Stai dando per scontato che l’audience abbia accesso alla tua stessa tecnologia, e facendo così dimostri di essere un fottuto idiota. Ma stiamo scherzando? Non funziona così. Solo pensare che sia una cosa intelligente da fare dimostra quanto contorto e fuori di testa Kanye West realmente sia.
Corey Taylor
Se lo Stem Player di West ha già portato nelle sue tasche 2 milioni di dollari è vero anche che ha ricevuto gli elogi dell’industria tecnologica per come distribuisce gli utili a favore degli artisti. Nello Stem Player non c’è solo la musica del rapper, infatti, ma un catalogo più grande fatto di album e singoli di numerosi artisti. Ma Corey non la beve.
So che la gente lo vede come un genio ecc. Ma perdio, svegliati, mettilo in cd e dallo alla cazzo di gente. Se fai così, hai una chance che la gente lo possa ascoltare.
Corey Taylor
Il frontman si riferisce soprattutto al costo del player, una cifra per la quale gli Slipknot verrebbero linciati se solo pensassero di realizzare un’idea simile. Con l’inflazione galoppante – vedi le critiche ricevute dai Tool per l’edizione limitata del loro ultimo album – per Corey non è proprio il momento di far scucire ai fan 200 dollari («C’è gente che non riesce più a permettersi di vivere nei propri appartamenti cazzo»).
Tornando al podcast dello scorso anno, il frontman, oltre ai giudizi tranchant ai quali i fan sono ormai abituati, sa anche essere piuttosto auto ironico nelle proprie affermazioni. Lì si era autodefinito il più reazionario dei boomer in fatto di gusti musicali (letteralmente: «the worst old fogey dude shaking his cane ever») ma anche “il peggiore” («Odio tutti e la gente che mi conosce c’ha fatto l’abitudine»).