Chelsea Wolfe ha condiviso in streaming due brani inediti risalenti alle sessioni di registrazione per l’album Birth of Violence del 2019. Il primo è un suggestivo e rarefatto brano folk intitolato Green Altar che non ha trovato posto nel sopracitato lavoro.
Si tratta di una canzone d’amore che ho scritto dopo aver scoperto che i miei cari amici Bill Crisafi e Hogan Mclaughlin erano fidanzati. Ho immaginato che si sposassero in uno spazio verde e lussureggiante all’aperto, al di fuori di alcune maestose rovine di un castello.
Chelsea Wolfe
Il secondo, invece, è una cover di Woodstock, classico di Joni Mitchell del 1970 portato al successo da Crosby, Stills, Nash & Young e ben presto divenuto un inno della controcultura dell’epoca. Anche quest’ultima si tinge di dettagli ancestrali e del tipico tocco dark, minimale e inquietante, di Wolfe.
Mentre mi preparavo per il tour dei Birth of Violence, guardavo molti video di Joni Mitchell. Trovai una sua performance canadese del 1966 che alla fine ha ispirato il video per la mia canzone Highway. Una sera, dopo aver lavorato al live set, io e Ben siamo rimasti assieme e abbiamo cominciato a guardare i video di Joni. Quando è arrivata Woodstock ho iniziato a cantarla. Dopo di che ho semplicemente chiesto a Ben se voleva suonare con me una cover del brano durante il tour, così siamo tornati in studio e abbiamo iniziato a lavorarci su. Veniva fuori in modo molto naturale ed era un piacere eseguirla dal vivo ogni sera. Joni è ovviamente una grande ispirazione per questo lato della mia musica, quindi mi è sembrato giusto renderle omaggio.
Chelsea Wolfe
Assieme alle due nuove tracce, la cantautrice di Roseville ha condiviso anche un documentario di 30 minuti del tour di Birth of Violence, diretto, girato e curato da Bobby Cochran. Di seguito l’ascolto dei brani e lo streaming integrale del documentario.
A inizio 2021, Chelsea Wolfe ha unito le forze con Emma Ruth Rundle per il singolo collaborativo Anhedonia. Sulle nostre pagine potete inoltre recuperare, tra le altre, la recensione del sopracitato Birth Of Violence, firmata da Valentina Zona.
