Martedì, intorno alle 2 del mattino, la casa del leader dei Wilco Jeff Tweedy, a Chicago, è stata colpita da alcuni proiettili d’arma da fuoco. Non si sa chi è stato a sparare e nessuno è rimasto ferito ma, stando a quanto rivelato a mezzo social dalla moglie dell’artista, gli spari sono stati tra i 7 e i 10, e alcuni di essi hanno mandato in frantumi i vetri delle finestre e danneggiato gli infissi, come si vede dalla foto pubblicata dalla stessa donna e allegata al suo post su Facebook:

«Sapete, ogni volta che uno sente dei botti si chiede sempre se sono fuochi d’artificio o colpi di pistola – recita il messaggio della signora Tweedy – Beh, quando sono spari non v’è dubbio, specie quando colpiscono casa tua». «È stata la cosa più rumorosa e spaventosa che io abbia mai sentito – prosegue il racconto – Ho chiamato il 911 (il numero unico di emergenza negli USA, ndSA) ma non è arrivato nessuno, o almeno io non ho visto nessuno, e mentre guardavo fuori dalla finestra in attesa che arrivassero mi sono accorta che casa nostra era stata colpita. Un proiettile si è conficcato nella porta-finestra di legno che dà accesso al balcone. Eravamo ancora più terrorizzati. Ho chiamato di nuovo il 911 e finalmente sono arrivati, ma hanno solo redatto un rapporto e se ne sono andati. Jeff di fuori ha trovato 7 bossoli, che ha consegnato alla polizia quando è tornata».
La sparatoria – scrive New Musical Express – potrebbe essere collegata ad alcuni recenti fatti analoghi avvenuti nel vicino Irving Park, ma la polizia non conferma. Gli stessi coniugi Tweedy non hanno avanzato ipotesi su chi possa essere stato a sparare e perché, ma loro figlio Spencer, anche lui in casa al momento della sparatoria, ha detto a una radio locale di essersi «piuttosto spaventato» ma di non credere che la sua famiglia fosse l’obiettivo dell’attacco.
Molti messaggi di solidarietà sono giunti alla famiglia Tweedy in queste ore, alcuni dei quali anche piuttosto duri nei confronti di Chicago, per la violenza che vi impererebbe, tanto che in un altro post la stessa Susan Miller-Tweedy ha voluto prendere le difese della sua città, nonostante tutto: «Ragazzi, noi adoriamo Chicago. Quello che è successo è stato terribile, ma amiamo ancora la nostra città e il nostro quartiere. Ci tenevo a farlo sapere, visto che si sono lette un sacco di cose brutte a seguito di quanto accaduto».
Riguardo ai Wilco, ricordiamo che la formazione statunitense è appena stata in Italia per due date tra Milano e Padova. Su SA trovate un’introduzione alla band e le recensioni della discografia, dall’ultimo album Ode To Joy a quelle riguardanti classici come A Ghost Is Born e Yankee Hotel Foxtrot.
