Se il tempo speso nello streaming video sta crescendo considerevolmente, Netflix non ne sta affatto beneficiando. La piattaforma di streaming ha rivelato che il bilancio tra nuovi e vecchi abbonati è sceso per la prima volta in dieci anni, attestando una perdita di oltre 200.000 sottoscrittori tra gennaio e marzo. Ed è soltanto l’inizio: la previsione per il secondo quarto dell’anno è ancor più catastrofica. La multinazionale si aspetta di perdere altri 2 milioni di abbonamenti.
I cinema riaperti in tutto il mondo non sono certo stati la causa dell’emorragia, anzi (emblematiche in tal senso le dichiarazioni di Jared Leto, nelle sale con Morbius) i fattori sono altri e vanno individuati in un mix tra concorrenza e offerta complessiva, inflazione e sospensione del servizio in Russia. Fattori a cui si aggiunge una generale saturazione del mercato e il calo negli acquisti delle Smart Tv. Innanzitutto Netflix ha correlato la perdita di abbonati alla crescita di Disney+, Amazon Prime Video, Apple TV+ e HBO MAX, piattaforme che hanno senz’altro portato a segno una buona serie di colpi (le serie Marvel, Star Wars e Pam & Tommy per la prima, Mrs Maisel, The Wheel of Time e Reacher per la seconda, Scissione per la terza, giusto per far qualche titolo). Del resto il solo embargo russo porterà alla perdita di circa 700.000 sottoscrittori.
Altri fattori ipotizzabili che possono aver giocato un ruolo vanno ricondotti ai costi esorbitanti di film come Red Notice e The Irishman, che hanno tolto risorse e duttilità verso altri prodotti che avrebbero destato sulla lunga distanza maggiore interesse. E anche il progressivo spostamento del target su un’utenza sempre più giovane ha, giocoforza, scoraggiando il pubblico più adulto a rinnovare gli abbonamenti. Inoltre la politica sempre meno battuta dalla concorrenza di pubblicare le serie tutte in un sol colpo – vedi la seconda stagione di Bridgerton o Inventing Anna – ha giocato un ruolo nei termini di mancata fidelizzazione. Revisione alla quale Netflix si è già prestata peraltro, propendendo per una suddivisione in due tranche di alcune delle sue serie più importanti. Vedi La Casa Di Carta 5 e Lupin nel recente passato, e ora Better Call Saul 6 e Stranger Things 5.
Di sicuro l’ammissione della perdita di utenza avrà ripercussioni sui test che si stanno svolgendo in alcune nazioni come Cile, Costa Rica e Perù. La piattaforma si diceva pronta a dar guerra agli abbonamenti condivisi, la cui tolleranza è stata una delle ragioni determinati nella diffusione mondiale del colosso dello streaming dalla nascita ad oggi. Del resto l’azienda ha imputato agli abbonamenti condivisi il calo degli iscritti. Dunque è tutto da vedere se il tracciamento delle infrazioni in questo senso porterà gli utenti ad acquistare due o più separate sottoscrizioni.
Il provvedimento più serio per contenere la crisi potrebbe essere l’introduzione di abbonamenti a basso prezzo che includano pubblicità. A dichiararlo è lo stesso amministratore delegato Reed Hastings durante una teleconferenza con gli investitori, in cui si è ipotizzato di metterla in pratica entro i prossimi due anni.