Scintille elettriche, come le pailettes di un abito glam. Toni decadenti ma mai privi di fascino e sensualità. L’alchimia eclettica di Brian Ferry conquista Foggia nell’ultima sera di Medimex Spring, l’edizione primaverile del festival organizzato da Puglia Sounds – Regione Puglia. Un evento, iniziato giovedì scorso, che testimonia la volontà dell’istituzione pugliese di portare il meglio della musica internazionale in giro per la regione. E le risposte del pubblico non sono mancate: nonostante il cattivo tempo, sono state 25mila le presenze. «È stata una grande emozione – dichiara Cesare Veronico, coordinatore Puglia Sounds/Medimex – poter regalare al pubblico di Foggia il concerto di un grande del pop-rock. E sono davvero felice della riuscita dell’intera manifestazione. Nonostante il maltempo, 25mila presenze rappresentano un ottimo risultato, al di sopra delle nostre aspettative. Adesso guardiamo avanti. Da oggi siamo al lavoro sul Medimex di Taranto, per il quale c’è grande attesa. Basta guardare i dati di vendita. Per i concerti degli headliner Cigarettes after sex, Editors, Liam Gallagher e Patti Smith in programma a giugno è stato già acquistato il 30% dei biglietti disponibili».
Nonostante la mole ridotta di eventi e live in cartellone, la parentesi nel capoluogo dauno non ha mancato di offrire spunti e appuntamenti stimolanti. Come le lezioni di rock, occasione per approfondire carriere e percorsi di artisti storici e contemporanei – a partire dai Beatles, omaggiati nel cinquantesimo anniversario della fine della carriera dei Fab Four – o le mostre, tra cui quella con cui Pattie Boyd racconta la sua relazione con il quartetto di Liverpool oltre ai rapporti con i primi due mariti, George Harrison e Eric Clapton. E poi, naturalmente, i live. Dopo il diluvio – non solo metaforico – di jazz, capitanato dall’idolo locale, Renzo Arbore, ieri, sabato 13 aprile, è toccato all’attesa star Bryan Ferry.

Il fondatore dei Roxy Music si presenta sul palco di piazza Cavour in anticipo rispetto all’orario previsto per l’inizio del concerto. Circostanza insolita per un live musicale ma evidentemente la voglia di trasmettere emozioni al pubblico foggiano scalpitava. A pochi mesi dalla consacrazione della band nella Rock And Roll Hall Of Fame, il “dandy” di Washington (UK) propone una scaletta alla stregua di un greatest hits. Slave To Love, Don’t Stop To Dance, Ladytron, More Than This, Love is The Drug, Avalon si susseguono nel corso del concerto in un mix di energia rock, estetica glam ed esplorazioni art-pop che rappresenta la formula magica del successo della band. Una pozione che i diecimila di piazza Cavour avranno sicuramente gradito. Così come, a giudicare dalle ovazioni nei suoi confronti, avranno approvato le travolgenti divagazioni di Jorja Chalmers, la sassofonista della band, quasi la vera mattatrice della serata. Ovviamente senza nulla togliere ai restanti componenti della formazione, alla chitarra infuocata di Chris Spedding, al violino ipnotico di Marina Moore, al calore delle coriste. E a Bryan Ferry, alla sua voce così suadente e duttile, che, pur non essendo fisiologicamente ai livelli dei bei tempi che furono, ha regalato una serata piacevole, un’eclettica immersione negli anni Settanta e Ottanta. Nella stravaganza del periodo e di una scena che ha sprigionato “polvere di stelle”.

Trovate tutti i dettagli su Medimex Taranto 2019 – di cui Sentireascoltare è mediapartner – nella nostra pagina dedicata. Su Sentireascoltare anche la recensione di Avalon, uno dei migliori dischi dei Roxy Music, firmata da Stefano Solventi, oltre a uno storico di news e recensioni su Bryan Ferry.