Sul palco a Minneapolis c’era già stato lo scorso mese come ospite a sorpresa di un concerto organizzato da Tom Morello. Ora dalla città che ha più subito la violenza dell’ICE, Bruce Springsteen parte con un nuovo tour negli Stati Uniti.
Intitolata Land of Hope and Dreams American Tour, la tournée partirà il 31 marzo da Minneapolis e si estenderà fino alla fine di maggio, con 20 date tra arene e spazi all’aperto.
Minneapolis, teatro di tensioni e proteste contro l’agenzia Immigration and Customs Enforcement, è il punto di partenza simbolico della tournée. Qui il Boss ha dedicato una canzone, Streets of Minneapolis, alle vittime dei recenti scontri.
Il tour toccherà Portland, San Francisco, Austin, Chicago, New York, Boston e infine Washington D.C., dove la E Street Band chiuderà i concerti il 27 maggio.
No Kings
Lo slogan del tour — No Kings — richiama le proteste contro l’autoritarismo e le politiche migratorie dell’era Trump. Il tour sottolinea il tono politico del Boss, una cavalcata rock per democrazia e diritti civili.
Springsteen definisce la tournée non solo un giro di concerti, ma una «celebrazione e difesa dell’America, della democrazia americana, della libertà americana, della costituzione americana e del nostro sacro sogno americano». Invita il pubblico di tutte le convinzioni a unirsi alla “United Free Republic of E Street Nation”.
Minneapolis non è stata scelta a caso. Il 24 gennaio agenti federali ICE hanno ucciso l’infermiere Alex Pretti durante un’operazione di controllo, scatenando proteste e richieste di riforma e accountability. Il 7 gennaio, inoltre, l’agente ICE ha ucciso a Minneapolis la cittadina Renée Good, mentre osservava le operazioni dei federali nella propria comunità.