“Ho perso tutti i miei amici quando sono diventata famosa. Non potevo relazionarmi con nessuno. È stata dura”. Ha esordito così Billie Eilish parlando del suo complicato rapporto con la fama, ospite del podcast Miss Me con Lily Allen e Miquita Oliver.
La cantante, fresca di pubblicazione del suo terzo album Hit Me Hard and Soft, ha raccontato che soltanto la sua migliore amica, Zoe, le è rimasta accanto. “Il giorno del mio ventesimo compleanno ricordo che mi sono guardata intorno e nella stanza c’erano solo persone con cui avevo rapporti di lavoro. E tutte più vecchie di me di 15 anni o più”. Eilish ha poi ricordato che una delle sue dipendenti, dopo essere stata licenziata, ha smesso di risponderle al telefono. E così che ha realizzato che, per quelle persone, si trattava “soltanto di lavoro”: da allora è molto attenta a vedere come amici i suoi dipendenti, perché è “molto spaventata dalla perdita” e ha “molti problemi di abbandono”. E a proposito di abbandono, anche una come Billie Eilish viene “ghostata”: “Mi è successo a dicembre. Una persona che sentivo da anni non mi ha mai più risposto. È stato da pazzi”.
La popstar ha poi continuato dicendo che, da circa un anno, ha recuperato i rapporti con un vecchio gruppo di amici. (“Potrei letteralmente piangere per questa cosa. È stata la cosa più grande che mi sia capitata”).
Eilish ha anche citato un verso di Smile di Lily Allen (“But with a little help from my friends/I found the light in the tunnel at the end”) come grande ispirazione per spingerla a fare nuove amicizie: “Volevo piangere sentendo quella frase perché non mi sentivo così, perché io non avevo amici. Ricordo di aver pensato che volevo sentirmi in quel modo.”
L’ultimo disco Billie di Eilish, che recentemente ha condiviso il palco del Coachella con Lana Del Rey, si muove con indolenza tra delicato intimismo, umori massimalisti rubati all’hyperpop e desiderio di trascenderne i canoni. La recensione su queste pagine è di Giulia Quaranta.
