Esce l’otto settembre, a 80 anni dalla firma dell’armistizio, Mussolini, primo estratto dall’album che segna il ritorno dei Bachi da Pietra. Il successore di Reset (e relativa deluxe version RES3T), s’intitola Accetta & Continua e uscirà a novembre all’interno di una serie conclusiva di uscite firmate Garrincha Dischi, e questo seguendo il disegno del compianto fondatore Matteo Romagnoli.
La formazione è quella che conosciamo da questi lavori, ovvero il trio formato da a Giovanni Succi, Bruno Dorella e Marcello Batelli (Non Voglio Che Clara), il brano un trip hop dagli accenti post punk che ricorda il miglior Tricky e fa da base al parlato rappato del frontman. Il testo è decisamente a fuoco ed è lo stesso Succi a commentarlo estensivamente.
Mussolini si concentra su quegli aspetti che hanno decretato il personaggio vincente nel grande talent show della realtà contemporanea: il carisma, il miraggio, il raggiro
Giovanni Succi
Mussolini. Il commento di Giovanni Succi
L’opportunismo ben confezionato, da sempre, lo si ama. Politici di grido passano da una tesi al suo esatto opposto in una stagione senza il minimo imbarazzo e sono premiati in democrazia. Se accade nell’era dell’internet (sbugiardabili in due clic), figuriamoci prima. La Storia lo certifica: funziona. Ci si beve volentieri e in buona fede falsità promosse bene. Vale anche per il popolo la cui autostima si fonda sul primato della propria astuzia: noi italiani.
Prendi Mussolini. Da individualista, anticlericale, socialista, a prototipo del totalitarismo guerrafondaio, del primato dello stato sull’individuo, nazionalizza la religione e convince gli abitanti di una penisola mediterranea di essere una “razza pura” (sorvolando sull’opinione dei razzisti veri in merito agli italiani), guidata da un semidio infallibile: LUI.
In quanto a marketing il Fascismo fece un gran lavoro e il brand va ancora forte. Ma rispetto al potere del passato ebbe un’arma nuova: il cinema. A differenza di faraoni o imperatori di ogni tempo, si avvalse della forza dell’immagine sonora in movimento, che gigantizza il soggetto e lo proietta in luce eterna. Sogno vivente, visione mistica.
Se Napoleone avesse avuto il cinema, forse l’illusione di un prestigio immenso sarebbe giunta fino a noi intatta. Magari avrebbe dei nostalgici anche lui. Mussolini il cinema l’ha avuto, è su YouTube. C’è tutto il baraccone dell’Italia fascista che si auto-rappresenta: parla perfettamente il linguaggio del presente. Fu la prima stagione storica immortalata su pellicola con approccio non documentaristico ma coreografico. Dieci anni prima ancora debole, dieci anni dopo – anni Venti del Novecento – un’arma potentissima.
Mussolini ne fu il primo grande attore conscio. Questo lo rende il primo personaggio storico del NOSTRO tempo. Convincente, statuario (169 cm), fotogenico, teatrale, carismatico, divertente… Buca lo schermo. Mussolini è già il brand di sé stesso. Pronto per i social dal 1923.
E infatti si eternò per quel che non fu mai: un grande statista. Di solito lo è chi fa la fortuna della propria nazione. Lui ne fece la rovina in tempo record. In un mondo adulto si è responsabili dei propri atti e di ogni eventuale conseguenza. In Italia no. Per i pargoli che siamo, la coreografia del personaggio adombra l’esito disastroso di ogni scelta politica.
Condusse il popolo che diceva di amare (ma in realtà non ne ebbe stima), verso l’apice dell’orgoglio e il peggior baratro della storia. Ma assolverlo ci piace: ci ricorda che la nostra disgrazia è sempre colpa di qualcun altro. Ci assolve.
Quindi è vincente nel grande talent show della realtà contemporanea. Icona riproducibilissima, rimanda sempre e solo a sé stesso, LOGO in un contesto coerente di immagine coordinata al LOGO: contiene già la formula magica di ogni grande successo. Un brand accattivante del tutto vuoto di valori veri e quindi pronto – all’occorrenza – a contenerli tutti.
Bachi da Pietra su SA
Riguardo ai Bachi Da Pietra, sulle nostre pagine potete recuperare, tra le altre, le recensione del sopracitato Reset, firmata da Massimo Onza, nonché l’ascolto integrale della relativa ristampa deluxe, RES3T. Per quanto riguarda Giovanni Succi, su SA potete leggere la recensione del suo album solista del 2019, Carne cruda a colazione, firmata da Valerio Di Marco. Nella pagina dedicata a Bruno Dorella trovate inoltre la critica al suo recente disco solista, Concerto per chitarra solitaria (dove un viaggio in acque placide diventa naufragio), curata da Stefano Pifferi, nonché l’intervista realizzata da Massimo Onza per il ventennale di attività degli Ovo, duo che condivide con Stefania Pedretti (?Alos).