Dai post condivisi via social media di Garricha Dischi e Lo Stato Sociale apprendiamo della morte di Matteo Romagnoli, anima dell’etichetta e sesto membro della band felsinea di cui era produttore, manager ma anche autore. Si è spento all’età di 43 anni dopo una malattia.
«Senza di te siamo solo 5 stronzi, prima eravamo in 6 ed era molto meglio. Prima eravamo in un milione ed era bellissimo, perché facevi entrare tutti e solo dentro la tua creatura potevano convivere così tanti freak, solo dentro garrincha è possibile trovare il tuo amore per i difetti e la perfezione. Ora siamo a pezzi, ma da questi pezzi proveremo a costruire qualcosa di IMPUBBLICABILE, che tu, da ovunque sarai, renderai musica», leggiamo in un post condiviso dalla formazione, a cui fa eco l’accorato messaggio dell’etichetta.
Matteo amava le canzoni, scrivere canzoni. Andare ai concerti, fare i concerti. Collezionare dischi, fare dischi. “Uno che se non avesse speso tutti quei soldi in musica avrebbe comprato una casa di proprietà… anche bella grande”. Un visionario capace di tracciare una strada dove una strada ancora non c’era
Famiglia Garrincha
Romagnoli ha prodotto una quarantina di album con l’etichetta Garrincha contribuendo inoltre a lanciare le carriere de La rappresentante di Lista, Ex Otago e Extraliscio. Come musicista aveva fatto parte delle formazioni 4 fiori per Zoe e Le-Li, come solista si firmava Matteo Costa (un omaggio alla madre). Per lo stato sociale ha co-prodotto Turisti della democrazia e L’Italia peggiore assieme a Francesco Brini. Sua, oltre a quelle della band, la firma dei testi di Una vita in vacanza, il brano arrivato secondo alla 68º edizione del Festival di Sanremo e aggiudicandosi il Premio della Sala Stampa “Lucio Dalla”.
Già moltissimi i messaggi di cordoglio espressi dalla comunità musicale italiana. Da Max Collini (“Ciao Matteo. Grazie per tutto. Da qui.”) a La Rappresentante di Lista (“Ciao, Matteo, grazie di esserci Stato. Senza di te non saremmo qui”), Cimini e molti altri.

