All’inizio dell’anno, a stretto giro dagli annunci relativi al tour La fine del mondo, Zaccaria Mouhib, in arte Baby Gang, si era visto aggravare il provvedimento di condanna che lo costringeva all’obbligo di dimora. Da allora era agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico e questo fino alla decisione della Terza Corte di Appello di Milano di revocargliela alla fine di aprile e rispedirlo in carcere.
L’avvocato del rapper, Niccolò Vecchioni aveva dichiarato di far appello al Tribunale del Riesame parlando di accuse inammissibili. Secondo il Tribunale, Mouhib avrebbe “comunicato con un numero indeterminato di soggetti” e pubblicato fotografie su Instagram in cui “viene ritratto mentre impugna una pistola che punta verso l’obiettivo, ostentando il braccialetto elettronico”, un gesto che presenta “carattere di gravità” e porterebbe al rischio di reiterare “reati analoghi” a quelli per i quali è stato condannato in primo luogo.
Il ricorso è stato accolto e le accuse cadute, leggiamo su ANSA. Come già affermato allora, i social del trapper sono gestiti dal manager e il materiale pubblicato, come parte delle riprese di un videoclip era stato “autorizzato dalla stessa Corte di appello”. «È come se si prendesse un attore che fa un film d’azione e lo si mettesse dentro», ha aggiunto Baby Bang sentito durante l’udienza a proposito degli scatti che lo ritraevano con un braccialetto elettronico in bella mostra e con in pugno una pistola d’oro.
Baby Gang ha pubblicato il 26 aprile L’Angelo del male, recensito su queste pagine da Fabrizio Testa. Come è noto il trapper era stato condannato nel 2023 a 5 anni e due mesi a causa di una sparatoria avvenuta nella notte del 2 luglio 2022 nei pressi di Corso Como insieme a Mohamed Sadia Lamine, meglio conosciuto come Simba La Rue. Era la seconda pena dell’anno per lui: solo a gennaio il GUP di Milano lo aveva condannato a 4 anni e 10 mesi di reclusione con l’accusa di rapina armata, reato risalente a luglio 2021.
