“Atto di forza” compie 30 anni, la fantascienza di Philip K. Dick riletta da Paul Verhoeven

Dopo il flop clamoroso di "Blade Runner" nel 1982, gli appassionati della fantascienza di Philip K. Dick dovettero aspettare otto anni prima che un'altra opera del loro beniamino venisse adattata per il grande schermo

Dopo il flop clamoroso di Blade Runner nel 1982, gli appassionati della fantascienza di Philip K. Dick dovettero aspettare otto anni prima che un’altra opera del loro beniamino venisse adattata per il grande schermo. L’occasione arrivò nel 1990, quando il 1° giugno uscì nelle sale americane Total Recall (da noi uscito col titolo Atto di forza) con protagonista Arnold Schwarzenegger, all’epoca tra gli attori più richiesti di Hollywood e sulla cresta dell’onda anche sul versante commedia grazie al precedente I gemelli.

La sceneggiatura era stata scritta parecchi anni prima da Dan O’Bannon e Ronald Shusett ancor prima che la coppia scrivesse il celebre Alien per Ridley Scott; i due infatti avevano acquisito i diritti di sfruttamento del racconto originale, Ricordiamo per voi, mentre Dick era ancora in vita (purtroppo morì poco prima dell’uscita in sala di Blade Runner). A un certo punto subentrò anche Dino De Laurentiis come finanziatore, che consegnò lo script nelle mani di David Cronenberg, il quale ne elogiò l’inizio ma recriminò ai due sceneggiatori di non sapere come indirizzare la storia. Il regista canadese fu fatto fuori poiché la sua versione era “troppo fedele” all’opera di Dick: «Ci ho lavorato circa un anno e ho consegnato qualcosa come 12 stesure. A un certo punto Ron Shusett mi disse: “Sai cos’hai fatto? Hai fatto la versione di Philip K. Dick”, così ho risposto: “Non è quello che dovremmo fare?”, la risposta fu: “No, vogliamo I predatori dell’arca perduta che vanno su Marte”. Tuttavia, prima di lasciare la produzione, Cronenberg contribuì ad alcune idee che alla fine vennero mantenute, come i mutanti di Marte e in particolare il personaggio di Kuato. Alla fine uscì anche De Laurentiis a causa del pesante flop del Dune di David Lynch.

Quando Arnold Schwarzenegger venne ingaggiato come protagonista, reclutò personalmente Paul Verhoeven come regista dopo essere rimasto particolarmente colpito dal suo RoboCop. Il regista olandese si portò dietro parte del team creativo di RoboCop per lavorare alla nuova stesura del film, che ormai era stato riscritto 42 volte. Il risultato finale è un ottimo compromesso tra le paranoie e idiosincrasie dello scrittore americano (l’importanza dei ricordi, le manipolazioni di questi tramite memorie prefabbricate come per gli androidi di Blade Runner, la dicotomia tra fantasia e realtà) e il modello da cinema action anni Novanta; la mano di Verhoeven permea tutta la pellicola ed è particolarmente attenta sia a fare di Schwarzenegger la star assoluta del progetto, sia a costruire un mondo riconoscibile e dotato di una personalità tangibile. A 30 anni di distanza, Atto di forza è ancora uno dei migliori adattamenti cinematografici di Philip K. Dick, non lontano dalla cupezza di Blade Runner ma certamente dotato di un tono più divertito, che spesso contraddistingueva le storie dello scrittore. A differenza del film di Scott, però, quello di Verhoeven fu un successo al botteghino, incassando oltre 260 milioni di dollari a fronte di un budget di 60 milioni.

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