“Amore e guerra”. Compie 45 anni la parodia di Woody Allen tra Chaplin e i fratelli Marx

Il 10 giugno 1975 usciva nelle sale americane Amore e guerra, film che potremmo definire di transizione nella carriera di Woody Allen, ma decisamente già maturo per quello che il cineasta aveva proposto fino ad allora.

Il 10 giugno 1975 usciva nelle sale americane Amore e guerra (Love and Death, nell’originale), film che potremmo definire di transizione nella carriera di Woody Allen, ma decisamente già maturo per quello che il cineasta aveva proposto fino ad allora. La pellicola infatti uscì dopo Il dormiglione, una forte satira della contemporaneità caratterizzata dallo stile nevrotico di Allen che faceva leva ancora sulle sue doti slapstick (mutuate da Chaplin e dal cinema di Groucho Marx), e prima di Io e Annie, film che avrebbe non solo rivoluzionato i codici del suo stile ma che lo avrebbe consacrato al grande pubblico dopo la pioggia di Oscar ricevuti nel 1978.

Girato tra la Francia e l’Ungheria, Amore e guerra ebbe una produzione travagliata, condizionata dal maltempo, intossicazioni alimentari, infortuni e difficoltà di comunicazione, tanto che ci vorranno altri vent’anni prima che Allen decida di girare nuovamente un film al di fuori dei suoi Stati Uniti (con Tutti dicono I Love You, nel 1996). Parodia per dialoghi e scenari dei romanzi della letteratura russa, soprattutto quelli di Dostoevskij e Tolstoj esplicitamente citati, Amore e guerra si avvale anche delle composizioni di Sergei Prokofiev, così come non si contano gli omaggi a Bergman (Il settimo sigillo e Persona) o alla storia del cinema (La corazzata Potëmkin).

Alla sua uscita nelle sale, la pellicola fu acclamata dalla critica e al 25° Festival del cinema di Berlino si aggiudicò l’Orso d’Argento per l’eccezionale contributo artistico.

Per quanto riguarda la filmografia di Allen, su SA trovate le recensioni di Un giorno di pioggia a New York, La ruota delle meraviglie, Manhattan e molti altri. In Italia è stata da poco pubblicata (da La nave di Teseo) l’autobiografia del regista, A proposito di niente.

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