È morto Matt Kwasniewski-Kelvin, cofondatore dei Black Midi e chitarrista di Schlagenheim, il disco d’esordio che ha ridefinito il rock sperimentale britannico. Aveva 26 anni e, come riportato dalla famiglia tramite la label Rough Trade, la sua scomparsa segue “una lunga battaglia con la salute mentale”.
Kwasniewski-Kelvin iniziò a suonare la chitarra alle elementari, tra punk-pop e jam blues guidate dal padre musicista. Al BRIT School incontrò Geordie Greep, Cameron Picton e Morgan Simpson, compagni con cui esplorò noise e drone music, prima di infiammare il palco del Brixton Windmill con riff post-hardcore e improvvisazioni astratte.
Dopo il successo di Schlagenheim (2019) – recensito su queste pagine da Riccardo Zagaglia – con tournée in Nord America ed Europa, Kwasniewski-Kelvin lasciò il gruppo nel 2021 per motivi di salute mentale, continuando a suonare occasionalmente e pubblicando un progetto solista critico verso il Labour Party e a sostegno della Palestina. La famiglia lo ricorda come “un musicista talentuoso e un uomo gentile e amorevole” e invita a prendersi cura dei propri cari.